“Ci vediamo in vetta” e scompare. Il fidanzato continua a cercarla. E dopo nove mesi la trova

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Fonti ed evidenze: il Messaggero

Era scomparsa mentre faceva un’escursione in solitaria, 9 mesi dopo il ragazzo ritrova qualcosa di lei.

Esther Dingley
Esther Dingley/Facebook

Sono passati ben nove mesi dal momento in cui era stato lanciato l’allarme della sua scomparsa, e lunedì scorso Esther Dingley 37enne esperta di escursionismo ed influencer di viaggi, è stata ritrovata dal suo ragazzo Daniel Colegate. L’uomo con l’aiuto della polizia francese e spagnola ha percorso centinaia di kilometri intorno alla presunta zona della scomparsa fino a ritrovare i resti della fidanzata. Le ricerche erano partite immediatamente dopo l’allarme della scomparsa, inviato la sera stessa del 22 novembre dal fidanzato della donna, ma si erano dovute arrestare temporaneamente a causa del maltempo, e si erano ufficialmente concluse qualche mese fa senza nessun risultato. A questo punto l’uomo aveva deciso di continuare a cercarla da solo, e lunedì 9 agosto l’aveva trovata poco distante dal punto in cui le autorità avevano ritrovato delle sue tracce. Lo scorso luglio infatti era stato rinvenuto un frammento osseo che dopo l’analisi del Dna si è scoperto appartenere ad Esther; da quel momento l’uomo ha ripreso le ricerche in solitaria partendo proprio dal luogo del ritrovamento dell’osso e in meno di un mese è riuscito a ritrovare il corpo della 37enne.

Una volontà di ferro quella di Daniel che era partito con lei per quella che poi si sarebbe purtroppo rivelata l’ultima escursione insieme: i due si erano separati durante il tragitto, con l’intenzione di ritrovarsi in una baita poco distante dalla cima Pic de Sauvegarde, che la donna aveva scelto di scalare in solitaria. L’ultima comunicazione con il fidanzato era avvenuta verso le 16 del 22 novembre. Non vedendola arrivare qualche giorno dopo al punto stabilito l’uomo aveva subito lanciato l’allarme, e quando la polizia non aveva trovato nulla seppur setacciando entrambi i lati del confine con elicotteri e squadre specializzate, l’uomo ha addirittura pensato che qualcuno l’avesse rapita. Poco dopo una fitta neve invernale era caduta sulla cima e le ricerche avevano quindi subito dei rallentamenti. La storia di Esther purtroppo è una storia comune a molti scalatori ed escursionisti, che affascinati dalla montagna decidono di partire e accettano il rischio, come Martina Svilpo e Paola Viscardi, partite per scalare il Monte Rosa e mai più tornate.

 

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