Milano, variante indiana provoca dieci contagi in una palestra aperta da una settimana

0
351
Fonti ed evidenze: Ministero della Salute, Corriere della Sera, Fanpage

Un focolaio di Covid è scoppiato in una rinomata palestra di Milano. A diffondere il virus un soggetto che aveva già ricevuto entrambe le dosi del vaccino.

focolaio palestra milano
Getty Immages/Roberto Finizio

Il Ministero della Salute informa che nelle ultime ventiquattro ore i casi totali sono saliti di 907 unità e portano il totale a 4.245.779. Da ieri 36 morti che fanno salire le vittime a 127.038 e 3394 guariti che raggiungono quota 3.960.951. Totale persone vaccinate: 14.136.528.

I casi attualmente positivi scendono a 157.790, -2523 rispetto a ieri. I ricoverati sono 3465, -77 mentre in terapia intensiva 536 assistiti, -29 da ieri.

Covid: nuovo focolaio a Milano

La Lombardia da oggi entra in zona bianca. Ma Milano ha ben poco da rallegrarsi con un nuovo focolaio di Covid scoppiato all’interno di una delle palestre più rinomate e frequentate della città: la Virgin Active. La sede infettata è quella di Città Studi. La palestra aveva riaperto – come da Dpcm – lo scorso 24 maggio e il focolaio è stato scoperto appena una settimana dopo, il 31 maggio. Al momento i casi positivi sarebbero dieci. A diffondere l’infezione sarebbe stato un soggetto che aveva già ricevuto entrambe le dosi del vaccino anti Covid ma – da quanto emerso – è stato infettato dalla variante Delta, o variante indiana. Le altre 9 persone risultate positive sono tutte in isolamento in attesa di sapere se anch’essi sono stati infettati dalla variante indiana che, al momento, pare essere la più contagiosa, più ancora di quella inglese. I 140 frequentatori della palestra che dal 24 al 31 maggio hanno avuto contatti con almeno uno dei 10 casi rilevati, sono stati tutti invitati a eseguire un test antigenico o molecolare.

La Virgin Active, tuttavia, resta aperta in quanto sono state rispettate tutte le norme anti Covid attualmente in vigore. La variante “Delta” non è una novità in Lombardia. Come dichiarato dal dottor Fausto Baldanti – responsabile del laboratorio di Virologia molecolare del Policlinico San Matteo di Pavia – da gennaio ad oggi sono già stati intercettati 12 casi. Tra questi, 11 erano viaggiatori di rientro dall’India. La differenza è che nessuno di questi 12 era stato vaccinato mentre nel caso della Virgin, il soggetto in questione non solo era stato vaccinato ma gli erano già state somministrate tutte e due le dosi. Stando all’ultima indagine, in Lombardia sono stati trovati sei casi da Covid indiano per un totale del 2,5 per cento circa. Tali numeri sono da considerarsi bassi secondo Baldanti che sottolinea: “Non stupisce l’infezione in un vaccinato. Al San Matteo su 4 mila immunizzati, 33 si sono re-infettati: tutti con variante inglese, tutti senza sintomi o con sintomi lievi”. L’Istituto Superiore della Sanità ha infatti specificato più volte che il vaccino non può impedire di contrarre o ricontrarre l’infezione né, dunque, di contagiare altre persone.

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui