Covid, altri 331 morti, tornano a salire le terapie intensive. Indagato Ranieri Guerra

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Fonti ed evidenze: AGI, Corriere della Sera

Uno studio sulla gestione italiana della pandemia pubblicato ma fatto rimuovere dopo meno di ventiquattro ore. Indagato Ranieri Guerra, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il bollettino giornaliero segnala un incremento di accessi nelle terapie intensive.

ranieri guerra indagato
Getty Immages/Marco Di Lauro

Nelle ultime 24 ore in Italia sono stati  registrati 15.746 nuovi casi di Coronavirus, 253.100 tamponi tra antigenici e molecolari, e 331 decessi. Ieri erano stati registrati 17.567 nuovi casi e 344 morti. Dopo diversi giorni tornano a salire le terapie intensive. Sono 3.585 i pazienti ricoverati nelle rianimazioni, 27 in più rispetto a ieri. Nei reparti ordinari sono invece ricoverate 27.251 persone, 316 in meno rispetto a ieri.

In totale i casi da inizio epidemia in Italia ci sono 3.769.814 casi accertati, e 114.254 morti causate dal Coronavirus, secondo il Ministero della Salute. Gli attualmente positivi sono 533.005  – 80 in meno rispetto a ieri – mentre i guariti e dimessi dall’inizio della pandemia sono 3.122.555.

Caos nella gestione della Pandemia

Uno studio sulla gestione della pandemia da parte del nostro Paese. Un’analisi che definiva “improvvisato e caotico” l’approccio del Governo italiano ad una delle più grandi emergenze sanitarie mai vissute e che ha causato – ad oggi – oltre 112 mila morti. L’11 maggio 2020 lo studio aveva superato i livelli di approvazione dell’ufficio di Venezia, di Copenaghen e infine del Comitato di Ginevra. Pronto per essere pubblicato dunque. E, infatti, venne pubblicato il giorno seguente sul sito dell’ufficio europeo. Sarebbe potuto servire da esempio – come modello da non imitare – dagli altri Paesi che sarebbero stati investiti dall’emergenza Covid dopo l’Italia. Ma, senza una ragione, appena ventiquattro ore dopo l’analisi sparì dal sito.

Cosa accadde in quelle ventiquattro ore? Il referente del team di ricerca che elaborò l’analisi, Francesco Zambon, ha dichiarato di aver ricevuto pressioni dal direttore vicario dell’Organizzazione mondiale della Sanità, Ranieri Guerra, al momento indagato per false dichiarazioni dalla Procura di Bergamo. In un lungo interrogatorio datato 5 novembre, Guerra dichiarò di non aver mai esercitato pressioni sui ricercatori dell’ufficio Oms di Venezia per far eliminare dal sito dell’Organizzazione tale studio. Ma la versione di Zambon è un po’ diversa. Il ricercatore ha spiegato di aver ricevuto una mail da parte di Guerra il quale gli chiedeva di modificare il riferimento al piano pandemico italiano non aggiornato. Infatti lo studio evidenziava che il piano italiano di gestione delle pandemie non veniva aggiornato dal 2006 mentre sarebbe dovuto essere rivisto nel 2017. In ogni caso Zambon, accolse le richieste di Guerra e chiese di ritirare lo studio dal sito per una rapida modifica circa la timeline degli eventi in Cina. Ma  il suo lavoro non tornò mai più online: svanì nel nulla.

Ma quale la ragione a monte della richiesta di Ranieri Guerra? Secondo gli inquirenti, Guerra aveva interesse a salvaguardare i rapporti tra l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Italia. Ma non solo. Fino al 2017 lui era stato responsabile della Prevenzione del Ministero e, dunque, sarebbe spettato a lui assicurarsi che il piano pandemico italiano venisse aggiornato con regolarità. Ma il rappresentante dell’Oms non ci sta a farsi accusare e ha dichiarato: “La mia posizione è cristallina e mi meraviglia che i pm abbiano un’impressione diversa“.

Ma la posizione di Guerra potrebbe mettersi male. La Procura di Bergamo è entrata in possesso di uno scambio di messaggi su Whatsapp avvenuto tra Guerra e  il presidente dell’Istituto Superiore della Sanità, Silvio Brusaferro. Nella chat si legge Guerra che scrive a Brusaferro di voler far saltare un po’ di teste a Venezia, riferendosi a Zambon e agli altri ricercatori autori dello studio oggetto di discordia. Il 14 maggio 2020 Guerra scriveva a Brusaferro: “Sono stato brutale con gli scemi di Venezia” – appellando così i ricercatori anch’essi appartenenti all’Oms- e poi proseguiva: “Ho mandato scuse profuse al Ministro. Sono andato da Tedros e ho fatto ritirare lo studio. Sto verificando un paio di siti laterali e social media dove potrebbe essere ancora accessibile per chiudere tutti i canali. Spero di far cadere un paio d’incorreggibili teste”.

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