Troppe irregolarità, il Governo ad un passo dal sospendere il super cashback

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Fonti ed evidenze: Messaggero, Today

Il Ministero dell’Economia valuta la possibilità di sospendere il super-cashback per contrastare il fenomeno delle micro-transazioni fatte per scalare la classifica e ottenere il rimborso straordinario di 1500 euro. 

Il Governo pensa alla sospensione del super cashback
Scott Barbour/Getty Images/Archivio

Il super cashback – il premio speciale destinato ai 100 mila partecipanti al programma lanciato dal precedente Esecutivo che realizzino nel primo semestre del 2021 il maggior numero di transazioni con moneta elettronica – potrebbe saltare. O, come minimo, potrebbe essere congelato fino a dicembre. Il premio, del valore di 1500 euro per ognuno dei vincitori, potrebbe essere erogato con ritardo per cercare di fare chiarezza sul caso dei “furbetti del cashback“, un fenomeno denunciato da diversi esercenti – soprattutto titolari di aree di servizio e rifornimento di carburante: molti clienti, proprio al fine di accumulare il maggior numero di transazioni e scalare la classifica del premio super cashback, sarebbero ormai abituati a “spezzettare” i propri rifornimenti, così da poter effettuare decine di transazioni per pochi litri di benzina.

Il Ministero dell’Economia sta quindi valutando come fronteggiare la situazione, con i tecnici di PagoPa, la società governativa chiamata a gestire il piano cashback, che hanno ricevuto nelle ultime settimane un mandato preciso: mettere a punto un algoritmo capace di riconoscere, e scartare, le micro-transazioni fatte per scalare la classifica.

Come detto, le attività maggiormente prese di mira dai furbetti del cashback sono le stazioni di benzina, prese d’assalto dall’inizio del 2021 da clienti che, approfittando dell’apertura in modalità self service, si recano presso le aree di servizio per realizzare decine e decine di transazioni, ognuna delle quali risulta utile a pagare appena pochi centesimi di carburante: c’è addirittura chi, per arrivare al misero totale di 7 euro di benzina, ha effettuato ben 62 pagamenti con moneta elettronica. Transazioni che, complice una lacuna normativa nella stesura del regolamento del piano cashback, rientrano attualmente nel conteggio complessivo che dovrebbe determinare l’attribuzione del super premio da 1500 euro ma che risultano come un danno per i titolari delle attività prese di mira, costretti a pagare un costo elevato in termini di commissioni.

Giusto rinviare il super cashback a dicembre per dare il tempo ai tecnici di individuare soluzioni tecnologiche in grado di isolare le micro-transazioni quando sono opera di furbetti”, spiega Bruno Bearzi della Federazione italiana gestori impianti stradali carburanti di Confcommercio. Non è giusto che siano i gestori delle stazioni di benzina ad andarci di mezzo, inoltre ci sono stati moltissimi casi di micro-pagamenti sospetti, ragion per cui la classifica del super cashback risulta già falsata“, spiega ancora Bearzi.

All’iniziativa lanciata nei mesi scorsi hanno aderito, fino ad oggi, 7,6 milioni di cittadini italiani, che hanno attivato in totale oltre 13 milioni di strumenti di pagamento: una totale che sfiora la media di due a testa. Ma le transazioni complessive effettuate fino a questo momento, circa 300 milioni, hanno fatto registrare una clamorosa impennata da gennaio in avanti, vale a dire dal momento in cui è scattato il computo per l’assegnazione, prevista per la fine di giugno, del super cashback.

Ulteriori complicazioni per un piano che, per diverse ragioni, non piace al nuovo Esecutivo, convinto di dover ricorrere a diverse modalità per contrastare il fenomeno dell’economia sommersa. E soprattutto dalle forze più di recente entrate in Maggioranza, Forza Italia e Lega, arrivano pressioni che mettono in discussione la persistenza stessa del piano cashback, caratterizzato in pochi mesi di vita da una lunga serie di problematiche: dagli iniziali malfunzionamenti della applicazione IO fino all’improvvisa sospensione nell’aggiornamento delle transazioni riscontrata da molti utenti.

Un quadro che fa sì che l’ipotesi che il super cashback, più che sospeso, venga del tutto ritirato rimanga assolutamente realistica. Anche perché, una scelta del genere comporterebbe un risparmio non irrilevante per le casse dello Stato: oltre mezzo miliardo di euro soltanto per il 2021. Possibile dunque che, almeno fino alla naturale scadenza prevista per giugno 2022 il nuovo Governo decida di mantenere in vigore soltanto il cashback ordinario, consistente nel rimborso del 10% del totale delle transazioni effettuate con moneta elettronica nell’arco di un semestre, per un importo totale di 1500 euro.

 

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