Milano, il ristorante paga il medico, paga i tamponi per i clienti e fa cenare i negativi: chiusura e multa – VIDEO

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Fonti ed evidenze: Repubblica

Per opporsi pacificamente alle norme che richiedono la chiusura dopo le 18:00, un ristorante ha deciso di offrire il tampone a chi viene a cena. Ma non è finita bene.

Ristorante tampone 15 febbraio 2021 Leggilo.org
Getty Images/Sean Gardner

Non è nuovo a proteste simili il ristorante milanese “La Parilla” che negli ultimi giorni ha messo su un’iniziativa singolare, offrendo il test del tampone a quei clienti che avessero deciso di sfidare la norma anti Covid che vieta ai ristoranti di ospitare clienti dopo le ore 18:00: il ristorante messicano aveva già aderito con entusiasmo all’iniziativa lanciata con l’hashtag: “Io apro” con cui i locali italiani avevano provato a dimostrare la compatibilità tra le misure di sicurezza vigenti e il mantenimento degli esercizi commerciali aperti anche dopo le 18:00. In quell’occasione però, multe e chiusure erano arrivate puntualmente a colpire i locali partecipanti alla protesta. Anche in occasione della “cena con tampone” purtroppo, il locale ha subito una visita da parte delle Forze dell’Ordine che non hanno preso per niente bene la decisione dei ristoratori di violare il DPCM in vigore.

Mary Marchese, proprietaria del ristorante che ha offerto il test a tampone a numerosi clienti a partire dalle ore 20:30, ha detto di essere stata avvisata dalla Questura di Milano ma di aver deciso di procedere comunque con l’azione di protesta: “La Questura mi aveva inviato la diffida ma ho deciso di aprire lo stesso”, spiega la donna non pentendosi del suo gesto. Il ristorante aveva approntato tutto nel dettaglio per rendere la cena sicura ai clienti che hanno deciso di provare questa iniziativa: Abbiamo comprato trecento tamponi spendendo circa 1500 euro, abbiamo inoltre pagato anche il medico”, continua Mary spiegando nel dettaglio la sua iniziativa. Sfortunatamente per la donna, il ristorante in Corso Sempione ha ricevuto una visita da parte di alcuni agenti della Digos che hanno subito presentato la solita multa da 400 euro e richiesto la chiusura del ristorante per cinque giorni. Le proteste dei ristoratori non si fermano: il settore risulta uno dei più colpiti dalle misure di distanziamento sociale e – almeno per il momento – il passaggio della staffetta al Governo non ha portato a nuovi provvedimenti per la riapertura.

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