Mario Draghi come Conte, l’Italia resta chiusa

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Fonti ed evidenze: Repubblica, Giorno

Il nuovo premier incaricato Mario Draghi sembra propenso a seguire la medesima linea del suo predecessore Giuseppe Conte. Spostamenti tra regioni a rischio.

spostamenti regioni
Getty Images/Daniel Roland

Quest’anno anziché il 14 febbraio – giorno di San Valentino – la maggior parte degli italiani attendeva con ansia il 15 di febbraio. Infatti il 15 di questo mese dovrebbero scadere alcuni dei divieti presenti nel Dpcm entrato in vigore il 15 gennaio, firmato dal premier uscente Giuseppe Conte. La scorsa settimana si vociferava della possibilità che il nuovo premier incaricato Mario Draghi non prorogasse il divieto di spostarsi da una regione all’altra. Ma poco è bastato a far cambiare direzione all’ex presidente della Bce. Infatti, anche se non c’è ancora nulla di ufficiale, la questione della mobilità non è ancora arrivata sul tavolo del premier, tuttavia voci informali hanno lasciato intuire che Draghi seguirà la medesima linea del suo predecessore su questo punto. Pertanto niente liberazione tanto agognata: con ogni probabilità permarrà il divieto agli spostamenti tra regioni.

Le  varianti del virus preoccupano. L’Umbria è già stata messa in ginocchio dalla variante brasiliana su cui  il vaccino anti Covid sembra non non avere effetto. Si teme, pertanto, che consentire gli spostamenti interregionali significhi dare un “liberi tutti” che potrebbe comportare una nuova impennata dei contagi. Si potrebbe valutare di permettere gli spostamenti solo tra regioni gialle, come prima di Natale, ma si tratta comunque solo di ipotesi. Mario Draghi, per il momento, non ha ancora chiesto il parere degli esperti del Comitato tecnico scientifico sulla questione anche se gli esperti tendono a frenare.

Il Governo uscente potrebbe prorogare il divieto di spostamento tra regioni gialle di altri 7-10 giorni o fino al 5 marzo, quando scadrà anche il Dpcm. Ma Conte ha già espresso la volontà di non emanare altri decreti in questa fase di transizione. O Draghi non si esprime e, allora, i divieti scadono automaticamente e a partire da lunedì 15 febbraio, torneremo liberi di spostarci. O, entro lunedì, si sarà già formato un nuovo Governo con la fiducia delle Camere che varerà un nuovo Dpcm. Infine, quarta possibilità, il nuovo Governo deciderà prima della fiducia per evitare un vuoto normativo. L’idea più avvalorata è che Draghi – fiducia o no –proroghi tutti i divieti di Conte fino al 5 marzo. Con buona pace di tutti gli italiani costretti alla solitudine perché vivono lontani dalla famiglia o dal partner.  Senza contare i danni per l’economia, per i commercianti, gli albergatori, i gestori di impianti sciistici che, a questo punto, pur potendo riaprire, dovranno valutare se converrà oppure no. I governatori delle regioni da giorni insistono affinché vengano allentate almeno alcune restrizioni.  In ballo non ci sono solo gli spostamenti tra regioni ma anche il  coprifuoco – che potrebbe saltare o slittare fino alla mezzanotte – e la riapertura serale dei ristoranti nonché la riapertura di palestre, piscine,  cinema e  teatri.

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