Covid, 10.630 casi e 422 morti. Troppe varianti, potrebbe servire un vaccino nuovo ogni anno

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Fonti ed evidenze: Ministero della Salute, Fanpage, Adnkronos

La varianti del Covid preoccupano gli esperti. I vaccini non si stanno mostrando efficaci. Ecco che allora avanza l’ipotesi di un terzo richiamo: una terza iniezione del farmaco. Ma c’è già chi pensa ad un vaccino ogni anno, come per l’influenza.

vaccino terza dose
Getty Images/Go Nakamura

Il Ministero della Salute informa che i casi totali – attualmente positivi, morti e guariti – sono saliti di 10.630 unità e portano il totale a 2.655.319. Nelle ultime ventiquattro ore 422 morti che fanno salire le vittime a 92.002 e 15.827 guariti che raggiungono quota 2.149.350.

I casi attualmente positivi sono 413.967, – 5637 rispetto a ieri. I ricoverati scendono a 19.512, -15 mentre nelle terapie intensive gli assistiti restano 2143, uguali a ieri

 

Vaccino: potrebbe servire la terza dose 

L’attenzione della comunità scientifica nei confronti delle varianti del Covid 19  è altissima. Infatti, in alcuni casi, i vaccini sembrano non funzionare. In Umbria 60 medici e 220 operatori sanitari già vaccinati, si sono infettati con la variante brasiliana. A destare preoccupazione oltre alla  variante brasiliana, anche quella  sudafricana. Per entrambe è stato mostrato – attraverso una nuova analisi – che il vaccino di Oxford-Astrazeneca ha un’efficacia di appena il 22%.  Diverso è il caso della variante inglese  per la quale non è stata invece osservata una riduzione di efficacia. Ma, d’altro canto, quest’ultima variante colpisce anche i più giovani e, pertanto, rischia di fare altrettanti danni. Per questo sta prendendo piede l’ipotesi che potrebbe servire una terza dose di vaccino. Gli studi più recenti  sembrano suggerire che  alcune alterazioni genetiche presenti nella proteina Spike, sia della variante sudafricana sia di quella brasiliana, possono conferire al virus la capacità di sfuggire alla risposta anticorpale indotta dai vaccini.  Gli scienziati stanno già lavorando per aggiustare la composizione dei propri vaccini. E la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ha invitato i produttori di vaccini ad adattarsi all’evoluzione del Coronavirus, tenendo conto delle ultime varianti per le future dosi di richiamo.

Dunque soltando le due dosi della formulazione originaria potrebbero non essere bastare a stimolare una sufficiente risposta immunitaria nel caso delle varianti del virus. Potrebbe  servire una terza dose contenente la formulazione “aggiornata” dei vaccini. La nuova dose potrebbe essere somministrata contemporaneamente al vaccino contro l’influenza stagionale. Il  Ministro della Salute britannico Edward Argar ha già avanzato l’ipotesi di un richiamo annuale del vaccino anti Covid, esattamente come si fa per l’influenza: “Quello che ci aspettiamo ogni anno è di avere il nostro vaccino antinfluenzale. Non sarebbe irragionevole  suggerire qualcosa di simile in questo caso”.

Dunque ogni anno un’iniezione con una formulazione del farmaco nuova, aggiornata in base alla variazioni che il virus ci presenterà di volta in volta. Infatti nessuno sa quante potrebbero essere le varianti del virus: non è detto che si limitino a queste che abbiamo citato. Ogni anno il Covid potrebbe riproporsi mutato. Sulla stessa lungheza d’onda del Ministro britannico  anche il virologo dell’Università di Milano, Fabrizio Pregliasco. Anche il dottor Pregliasco – a favore dell’obbligo vaccinale – non trova irragionevole pensare ad un richiamo del vaccino anti Covid che dovrà essere effettuato ogni anno. Il medico ha spiegato: “Bisognerà a questo punto immaginare nel prossimo futuro una dose di richiamo. La possibilità di una terza dose di richiamo andrà valutata di sicuro per Astrazeneca  ma penso andrà pensata eventualmente anche per gli altri vaccini“.

 

 

 

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