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Politica

Il sì di Matteo Salvini a Draghi è un’indiscutibile vittoria politica del PD, dice Zingaretti

Il segretario del PD Nicola Zingaretti conferma il pieno sostegno Dem a Mario Draghi e prova a stanare Matteo Salvini: “Sull’Europa ci ha dato ragione”.

Nicola Zingaretti/Facebook

Senza esitazioni al fianco di Mario Draghi. Nicola Zingaretti, dopo un paio di giorni complicati dall’annuncio del possibile ingresso in Maggioranza di Matteo Salvini, traccia la linea d’azione del Partito Democratico: “Il Pd è con Draghi, con le nostre idee e i nostri valori che la storia conferma hanno avuto fondamento. Mario Draghi è la personalità europea che più ha garantito un’idea di Europa per una buona spesa pubblica, contro l’austerità“. Quello dell’ex Presidente della Bce, per Zingaretti, è un profilo importante “che si è messo al servizio di una possibile rinascita italiana. Gli chiederemo di produrre fatti concreti“, spiega il segretario del PD, che poi elenca le priorità Dem in questa fase: creare lavoro e dare vita a una riforma fiscaleall’insegna della progressività, della giustizia, della sburocratizzazione, senza la furbizia dei condoni“.

Zingaretti, ospite di Lucia Annunziata nella trasmissione di RaiTre Mezz’ora in più, ostenta sicurezza di fronte ad una prospettiva che mette – per l’ennesima volta negli ultimi anni – il Partito Democratico di fronte all’imminente formazione di un Governo con forze di Centrodestra. Un “esperimento” cui il segretario Dem si rivolge “con grande fiducia“, pur rivendicando l’impegno speso “perché Conte andasse avanti fino alla fine“. Un lavoro, quello dell’Esecutivo uscente, che secondo Zingaretti potrà essere utile al nuovo Premier come “base di solidarietà programmatica“.

La realtà è che il supporto bipartisan ottenuto da Mario Draghi rende ancora più che possibile che il prossimo sia un Esecutivo a trazione tecnica. Una decisione sulla quale Zingaretti si rimette “alle proposte e alla sintesi di Draghi“, sottolineando un punto di partenza indispensabile per il PD: “che si parta da posizioni europeiste“, tema sul quale l’ex Presidente Bce “è una garanzia“.

E se le posizioni di ispirazione europeista non sono in dubbio per quanto riguarda il nuovo Premier, qualche esitazione in più potrebbe riguardare altre forze che si apprestano ad entrare in Maggioranza, Lega in testa. Eppure Zingaretti tira dritto, senza la minima esitazione: “Salvini ha dato ragione al Pd, tutti possono riconoscere che l’idea di superare i problemi distruggendo l’Europa era un’idea fallimentare. Ora si apre una fase nuova“, afferma il segretario Dem, proponendo una ricostruzione probabilmente un po’ affrettata della situazione. Perché se è vero che, almeno per un po’, il partito di Matteo Salvini dovrà – almeno formalmente – accantonare i propri sentimenti di ostilità verso l’Europa, appare improbabile che nel giro di un paio di giorni questi siano completamente e definitivamente venuti meno.

Il rischio, in altre parole, è che la ampissima base parlamentare su cui il Governo Draghi pare destinato a nascere possa tramutarsi in un problema, con forze contrapposte intente ad avanzare veti incrociati. Un tema che tuttavia pare non preoccupare minimamente Zingaretti: “Stiamo vivendo un nuovo periodo dopo la pandemia, i pilastri del sovranismo sono caduti in tutto il mondo, è stato sconfitto Donald Trump, punto di riferimento del sovranismo mondiale“, afferma il segretario Dem, secondo il quale “si è dimostrato che il mondo davanti alla pandemia deve collaborare. Ho percepito la crisi di un modello politico, siamo alla vigilia di un riposizionamento politico. Noi siamo il punto di riferimento di questa ricostruzione a cui crediamo“.

Una ricostruzione che il nostro Paese sta affidando ad un tecnico, dopo un triennio in cui al Governo si sono alternate forze di Centrodestra e di Centrosinistra, consegnando l’Italia ad una nuova che si apre, probabilmente, nel segno della tecnica, più che della politica.

 

Pubblicato da
Lorenzo Palmisciano

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