Mario Draghi potrà contare anche sull’appoggio della Lega, dicono le consultazioni. Liberi e Uguali si chiama fuori: adesso, il PD deve prendere una posizione.
Le consultazioni con i partiti per costituire il nuovo Governo che retto dall’ex presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi proseguono serrate in queste ore: in questo scenario, fazioni come PD, Lega e Cinque Stelle valutano le loro mosse e soprattutto stanno decidendo se dare o meno la fiducia all’esecutivo. Nelle ultime ore, tra i partiti consultati da Draghi, figura la Lega di Matteo Salvini. Il partito di Destra ha dato la sua benedizione al Governo nascente, parlando di visioni comuni sullo sviluppo del paese, nonostante sia tradizionalmente sfavorevole all’Unione Europea. Di fronte a questa inedita coalizione, il partito Liberi e Uguali – di cui fa parte anche il Ministro della Salute uscente Roberto Speranza – si è detto impossibilitato ad appoggiare Mario Draghi con questa spiegazione: “È difficile tenere insieme forze che hanno difeso le scelte del governo con chi a settimane alterne era per chiudere o aprire e lisciava il pelo al negazionismo“, ha detto Federico Fornaro che ha funto da portavoce per il partito politico.
Di fronte all’appoggio della Lega a Draghi anche il PD di Nicola Zingaretti si trova ad un bivio ideologico: infatti, un partito che si è sempre opposto con decisione alla linea della Destra come potrebbe ritrovarsi in una sorta di coalizione con essa? Da questa difficile dicotomia sembra aver trovato una via d’uscita il deputato Dem Enrico Borghi: “Ma abbiamo ascoltato Mattarella o no? È un governo che non ha una ‘formula politica’. C’è bisogno di un traduttore? Non siamo noi ad aver cambiato idea su euro, Ue e Nato, non cadiamo nella trappola di Salvini”, afferma il politico, sottolineando come la priorità al momento sia fare fronte comune contro l’emergenza. Nei giorni scorsi, dai portavoce del PD era circolata l’ipotesi di dare appoggio esterno all’esecutivo ma a quanto pare, non tutti i membri del partito sono concordi su questa linea. Nel frattempo, mentre il PD decide come agire, anche gli altri partiti stanno dando il loro responso: “Beppe Grillo è una garanzia per tutti noi e insieme sceglieremo il passo migliore per il futuro e l’evoluzione del Paese anche del M5S”, ha detto nelle ultime ore il sottosegretario all’interno pentastellato Carlo Sibilia, rimandando la decisione al leader spirituale del partito che sembra favorevole al mandato di Draghi. Ad opporsi decisamente al Governo per ora è stato solo Fratelli d’Italia, partito ideologicamente vicino a Salvini.
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