Claudia è morta aspettando per ore che qualcuno andasse a salvarla

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Fonti ed evidenze: Corriere della Sera, RomaToday

Claudia Acciarino, 36 anni, è precipitata in un dirupo durante un’escursione sui monti Lepini: inutili i tentativi di soccorso. 

Claudia Acciarino è morta precipitando durante un'escursione
Claudia Acciarino/Facebook

Era partita per un’escursione in solitaria, quasi un’abitudine per Claudia Acciarino, trentaseienne commerciante – oltre che cantante e compositrice rock – amante della montagna. E così giovedì aveva deciso di prendersi un po’ di tempo per una passeggiata tra le nevi del monte Semprevisa, sui monti Lepini, non lontano da Carpineto Romano. Zaino in spalla, abbigliamento adatto all’occasione, scarpe dai ginnastica ai piedi, Claudia è uscita di casa, senza sapere che non vi avrebbe fatto ritorno.

Durante l’escursione, infatti, la donna è scivolata in un dirupo di circa 200 metri, per cause ed in circostanze che rimangono da accertare. Lo strapiombo, la cui pendenza è del 50%, non le ha dato scampo: l’escursionista, cadendo, ha probabilmente colpito ripetutamente gli alberi presenti sul proprio percorso. Inutile l’intervento dei soccorritori – che lei stessa era riuscita a chiamare: Claudia è morta tra le loro braccia.

Ora la Procura di Velletri ha aperto un’inchiesta sul caso, al fine di ricostruire la vicenda e valutare la tempistica e l’organizzazione dei soccorsi. Gli accertamenti, ai quali stanno lavorando i Carabinieri della compagnia di Colleferro, si stanno concentrando sull’intera giornata di Claudia: secondo le prime ricostruzioni, la donna si sarebbe presentata in mattinata a Pian della Faggetta – a poco meno di mille metri di quota – dove ha parcheggiato la propria auto per poi inoltrarsi  nei sentieri di trekking innevati. Qualche ora di camminata, fino alla chiamata con la richiesta di aiuto al 112, effettuata alle 16:20. In quel momento, Claudia era già precipitata nel dirupo ed è probabile che abbia telefonato dopo essersi ripresa in seguito ad uno svenimento. Certamente era ferita: con un filo di voce ha dato le indicazioni necessarie ai Vigili del Fuoco, che hanno immediatamente dato il via alle ricerche.

Fondamentale è stata la geolocalizzazione dello smartphone della donna, individuato in un canalone a quota 1.300 metri, che i soccorritori sono però riusciti a raggiungere con fatica a causa delle condizioni dall’area, coperta di neve. Una volta sul posto, le squadre di soccorso hanno richiesto l’intervento degli specialisti del Saf dei pompieri. Con il passare delle ore, però, è calato il buio, facendo sì che anche la temperatura divenisse più rigida e portando alla formazione di lastre di ghiaccio. Su una di queste uno dei Vigili del Fuoco è scivolato, rimanendo ferito, tanto da essere attualmente ricoverato presso il Policlinico Gemelli di Roma.

Dagli accertamenti effettuati dai Carabinieri emerge come la richiesta di intervento di un elicottero del’Aeronautica – partito da Pratica di Mare ed equipaggiato con visori notturni, indispensabili per il recupero dell’escursionista – sia scattata attorno alle ore 20. Un volo – per la verità doppio, vista la necessità sopraggiunta durante il viaggio di fare rifornimento – rivelatosi inutile, visto che Claudia non ce l’ha fatta. Ora sarà l’autopsia a fornire, forse, qualche informazione in più sulle cause del decesso.

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