Dpcm ma la palestra apre lo stesso, arrivano le Forze dell’Ordine: sequestro. Ma la Procura non è d’accordo

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Fonti ed evidenze: Resto del Carlino, Modena Today

Una palestra di Modena ha aperto contro il Dpcm, andando incontro al sequestro esecutivo dello stabile. Ma la decisione della Procura ha stupito tutti quanti.

Palestra sequestro 25_1_21 Leggilo.org
Getty Images/Mehdi Fedouach

L’ordinanza con cui il Governo Conte riaprirà i centri sportivi continua a non arrivare: eppure, una palestra di Vignola nel modenese ha deciso di sfidare perfino il sequestro da parte delle Forze dell’Ordine pur di tornare operativa. Un modo per protestare contro un decreto giudicato ingiusto e devastante al livello economico nei confronti di attività – non solo palestre e centri sportivi – che ormai non lavorano da mesi, dopo aver in molti casi anche sborsato cifre considerevoli per mettere gli impianti a norma per una riapertura che non è mai arrivata.

La palestra in questione è la GimFive: precisamente, si tratta di una sede della palestra – che ha strutture in tutta Italia – a Vignola che lunedì scorso è stata messa sotto sequestro da alcuni membri dell’Arma dopo aver ricevuto numerose intimazioni a non riaprire i battenti. La sede – unica palestra in Italia ad essere posta sotto sequestro – ha scelto di tenere aperte le porte ad eventuali clienti, unendosi alla protesta “io apro”, un’iniziativa partita dal mondo della ristorazione che intende dimostrare la compatibilità tra una riapertura e la sicurezza per la Sanità italiana. La Procura di Modena è però intervenuta a tempo record, procedendo con una revoca lampo del sequestro imposto sullo stabile, ritenendolo una misura non necessaria: “Il legislatore ha volutamente sottratto le violazioni della normativa anticovid al campo del diritto penale”, si legge nella comunicazione ufficiale ricevuta dalla GimFive che ha accolto la notizia in modo molto positivo. Non si tratta comunque del primo caso in cui provvedimenti applicati in seguito al Dpcm vengono ritenuti illegittimi dalla Procura di una città italiana.

Tuttavia, si tratta di una piccola vittoria per lo staff della palestra e per i clienti che si trovavano nel locale al momento dell’arrivo dei militari: infatti, le multe non saranno revocate e le Forze dell’Ordine potranno continuare a reprimere la protesta nota come “io apro” con sanzioni e chiusure anche se non con i sequestri. Ed è quello che è accaduto alla palestra dissequestrata: riaperta si è vista opporre l’ennesima multa.

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