I genitori di Antonella, soffocata per un gioco su Tok Tok “Credevamo guardasse i balletti”

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Fonti ed evidenze: Repubblica, Corriere della Sera

Una bambina di appena dieci anni, la piccola Antonella Sicomero, è stata dichiarata cerebralmente morta dopo una folle sfida su un social.

 

Una tragedia che lascia senza parole quella di Antonella Sicomero, la piccola di appena dieci anni morta dopo essersi strangolata con le sue stesse mani, il tutto per una sfida nata sul social network “Tik Tok”. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la macabra sfida a cui la piccola ha partecipato si chiama “black out challenge”: si tratterebbe di un gioco molto pericoloso in cui il partecipante deve legarsi una cintura al collo e stringerla per arrivare quasi fino al soffocamento, cosa che è risultata in questo caso fatale. Adesso, i genitori non si danno pace per quanto è accaduto e vogliono risposte su come un contenuto simile possa essere arrivato sul cellulare della loro bambina, dal momento che il social network è regolato teoricamente da linee guida che impediscono ai cellulari su cui è attivo il filtro per l’età di ricevere contenuti pericolosi: ma a quanto pare, chi ha creato la challenge è riuscito ad aggirare le linee guida di Tik Tok.

I genitori infatti erano convinti che – grazie alle norme di sicurezza del social – Antonella Sicomero stesse soltanto guardando normali video sul cellulare: “Non ne sapevamo nulla. Non sapevo che faceva questo gioco. Sapevo che Antonella andava su Tik-Tok per i balletti, per vedere dei video. Ma come potevo immaginare che dietro ci fosse questa atrocità?”, ha raccontato il padre ancora sotto shock per la tragedia. La sorellina di 5 anni di Antonella però sembrava saperne di più e ha raccontato agli inquirenti che sapeva del “gioco dell’asfissia” che spopolava sui social. La piccola è stata ritrovata dal padre proprio nel bel mezzo della “sfida”, legata con la cintura al collo al porta asciugamani. E’ intervenuto ma era ormai troppo tardi e la bimba è stata dichiarata morta in ospedale poche ore dopo. La sua famiglia ha deciso coraggiosamente di donare i suoi organi che serviranno a salvare la vita di altri tre bimbi ma resta lo sgomento per un dramma che non si riesce davvero a spiegare: la Procura di Palermo ha aperto un’inchiesta contro il social incriminato per istigazione al suicidio e pretende ora di sapere come una macabra e pericolosa challenge come questa abbia aggirato le linee guida di sicurezza del sito, finendo per coinvolgere una bambina di soli dieci anni.

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