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Cronaca

Palestre forse aperte fra un mese: mascherina anche durante gli esercizi e spogliatoi sigillati

La riapertura delle palestre e delle piscine slitta a metà gennaio. Non solo: le misure saranno inasprite ulteriormente per atleti e nuotatori.

Getty Images/Pablo Porcincula

Durante il lockdown molti italiani si sono avvicinati allo sport dal momento che la pratica dell’attività sportiva all’aperto è stata una delle poche concessioni alle severe chiusure del Governo Conte. Eppure, per la riapertura delle palestre e delle piscine – strutture che hanno lavorato a ritmo molto ridotto ad ottobre per poi tornare ad una chiusura completa sul modello del lockdown di marzo – bisognerà aspettare ancora, secondo il Cts che ha dichiarato di essere al lavoro per “accelerare la riapertura delle palestre, per consentire ai giovani di riprendere la pratica dell’attività sportiva”. Il Ministro dello sport Vincenzo Spadafora non può prendere una decisione finché il comitato di esperti non avrà terminato di dettare le nuove condizioni per una riapertura che era stata inizialmente fissata al 7 gennaio ma che con tutta probabilità slitterà almeno a fine mese, sempre ipotizzando che il Governo Conte non decida di ricorrere ad un nuovo lockdown nel caso malaugurato di un peggioramento dell’indice Rt e della curva delle nuove infezioni.

Ma anche nel caso di una riapertura a gennaio, palestre e impianti sportivi come le piscine dovranno rispettare severe regole che non saranno facili da applicare in strutture che – in condizioni normali – sono piuttosto affollate: il primo punto che non renderà felici atleti e praticanti di qualsiasi sport è l’assenza di spogliatoi che saranno infatti sigillati, in quanto considerati un pericoloso luogo di aggregazione. In secondo luogo, la mascherina dovrà essere indossata per tutto il tempo trascorso all’interno della struttura sportiva, come già avveniva prima della chiusura avvenuta ad ottobre: misura forse necessaria ma decisamente scomoda per la pratica di attività sportive. Per finire, gli ingressi saranno limitati: l’unico modo per allenarsi sarà una prenotazione anticipata per accedere ala struttura, sulle cui modalità non sono ancora arrivate precisazioni. Non è da escludere che le strutture sportive ricorrano ad un portale online, ipotesi plausibile dato che sistemi analoghi sono stati utilizzati anche per la prenotazione dei tamponi. Chi sicuramente non potrà tornare a praticare sport sono gli atleti che prediligono le discipline da contatto: infatti, non vi è alcuna menzione che riguardi tali sport nelle istruzioni per le riaperture. Anche i nuotatori avranno misure molto severe da rispettare per il ritorno in vasca nelle piscine chiuse da ottobre: il Cts ipotizza di consentire l’ingresso di un singolo atleta per corsia alla volta. Anche in questo caso, gli spogliatoi non potranno essere impiegati dopo l’allenamento: troppo pericoloso per gli assembramenti, ricordano gli esperti.

Tutto sempre tenendo in considerazione l’ipotesi più ottimista, ovvero che la valutazione del Cts del 7 gennaio sia positiva in merito all’efficacia delle misure adottate: “Qualsiasi decisione sarà presa sulla base dei dati epidemiologici che arriveranno dopo l’Epifania“, ricorda il Governo. Nonostante l’arrivo del vaccino insomma, a tante attività come palestre e piscine non è garantita nessuna sicurezza in merito ad una riapertura. Peggio, lo spettro di una nuova chiusura completa del paese torna ad aleggiare su tanti italiani, già provati dalle misure di distanziamento che hanno causato anche molti problemi economici a migliaia di esercizi commerciali ed attività di tutti i settori.

Pubblicato da
Manfredi Falcetta

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