Via libera al nuovo decreto immigrazione e sicurezza che cancella il provvedimento anteriore voluto dall’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini. Zingaretti esulta: “Italia più umana”.

 

I decreti immigrazione di Matteo Salvini sono carta straccia. L’approvazione del testo proposto dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese da parte del Consiglio dei ministri ha richiesto meno di un’ora ed è avvenuta senza colpi di coda. Ma il dietro le quinte per il via libera di ieri al nuovo decreto sicurezza e immigrazione sono durati più di tredici mesi. La difficoltà maggiore è stata conciliare le posizioni di PD e Leu, che puntavano a stravolgere i provvedimenti di Salvini, con quella del M5S, la cui ambizione maggiore non andava oltre al recepimento delle osservazioni fatte dal presidente della Repubblica. Quella di ieri è stata una prima vittoria del PD, a riprova del nuovo equilibrio creatosi nell’Esecutivo dopo le elezioni Regionali di settembre. Non a caso il Segretario del partito Nicola Zingaretti ha esultato su Twitter, a seguito dell’approvazione della nuova legge: “i decreti propaganda/Salvini non ci sono più”, ha scritto Zingaretti, che ambisce a un’Italia “più umana e sicura” e un’Europa “più protagonista”. Il PD è riuscito così a tenere il punto e ha superato le resistenze dell’ala più intransigente del M5S, che voleva, tra altre cose, impedire l’ampliamento delle protezioni speciali per i migranti.

Come è bene ricordare, la nuova legge da sola non potrà garantire il raggiungimento del desiderio di Zingaretti di avere un’Europa più protagonista. Ma in quanto a ordinamento interno sono stati compiuti passi da gigante. Il decreto prevede iI soccorso delle persone in mare, come obbligo non solo costituzionale ma anche internazionale, informa Repubblica. Scatta anche il divieto di espulsione e respingimento di chi rischia di subire torture o trattamenti disumani nel proprio Paese. A queste persone va inoltre riconosciuta la protezione speciale e il diritto ad essere accolti e integrati. Il decreto affronta anche l’argomento della convertibilità dei permessi di soggiorno in permessi di lavoro. Si aggiungono, alle categorie di permessi convertibili già previste, quelle di protezione speciale, calamità, residenza elettiva, acquisto della cittadinanza o dello stato di apolide, attività sportiva, lavoro di tipo artistico, motivi religiosi e assistenza ai minori. Si riapre così la strada per una vera integrazione dei migranti sul territorio italiano, che verrà facilitata dalla nuova legge anche per quanto riguarda il sistema di accoglienza, che viene profondamente rivisto. Si ritorna ai piccoli centri diffusi nel territorio, dove saranno previsti corsi di formazione anche per i richiedenti asilo, ai quali sarà riconosciuto il diritto di iscriversi all’anagrafe dei comuni dove sono ospitati.

La legge ripristina anche il ruolo del ministero dei Trasporti come organo competente sul divieto di ingresso nelle acque territoriali di navi battenti bandiera straniera. Una responsabilità che i decreti sicurezza anteriori avevano addossato al ministero dell’Interno. E che l’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini aveva usato come arma contro le Ong che soccorrevano i migranti in mare. Ora si ridimensiona il ruolo del Viminale, che potrà proporre un divieto soltanto per ragioni di sicurezza pubblica, ma non potrà in nessun modo vietare l’ingresso alle navi di soccorso quando le operazioni di salvataggio sono comunicate immediatamente alle autorità italiane e allo Stato di bandiera e condotte nel rispetto delle norme di diritto internazionale e delle indicazioni del competente centro di coordinamento dei soccorsi in mare. In caso di violazione dei divieti, comunque, non si applicano più le multe milionarie per le Ong introdotte in precedenza, ma si richiama quanto stabilito dal Codice della Navigazione, con la reclusione fino a due anni e le multe fino a 50.000 euro.

Fonte: Repubblica, Twitter

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