Entro domenica il Ministro della Salute Vèran prenderà una decisione sulle misure da adottare a Parigi, dove l’alto numero di contagi fa temere un nuovo lockdown.

Parigi rischia di andare incontro ad un nuovo lockdown. Le possibilità che nella capitale francese si replichi quanto già accaduto nei giorni scorsi a Marsiglia sono alte. La vita sociale della Ville Lumière rischia di essere nuovamente sospesa dalle misure di sicurezza che sembrano ormai essere indispensabili per cercare di rallentare la diffusione di nuovi casi di Coronavirus. Una situazione che il ministro della Salute francese Olivier Vèran ha definito “molto preoccupante“. L’ipotesi di un nuovo lockdown circola anche nel nostro Paese, nonostante i numeri sul contagio siano in questo momento meno preoccupanti rispetto a quelli provenienti dalla Francia. I dati, d’altra parte, non lasciano molte speranze: come spiega La Repubblica, i reparti di terapia intensiva negli ospedali parigini sono pieni per oltre il 35% della capienza, il tasso di incidenza del contagio è salito a 263 positivi ogni 100 mila abitanti. Numeri che fanno temere per la tenuta del servizio sanitario. Così il Ministro ha sospeso la decisione in attesa di valutare l’andamento della curva dei contagi nei prossimi giorni: se entro domenica i dati non dovessero migliorare, allora anche a Parigi scatteranno le restrizioni già adottate per i casi di Marsiglia ed Aix-en-Provence, con il blocco delle attività di bar e ristoranti per 15 giorni.

Una nuova chiusura sarebbe, ovviamente, drammatica per tutte quelle attività che hanno già sofferto le conseguenze del primo lockdown. La riapertura di maggio aveva dato nuove speranze e la possibilità di occupare gratuitamente il suolo pubblico concessa dal comune aveva fatto tirare il fiato. Inutile dire che un nuovo stop, proprio nel momento in cui si sta cercando di rialzarsi, potrebbe essere definitivo per molti. Anche per questo – sottolinea Il Fatto Quotidiano – il ministro Vèran ha richiamato la popolazione a comportamenti prudenti e responsabili, chiedendo che gli abitanti del Paese si astengano dal partecipare a feste private o riunioni di famiglia, ritenute le situazioni in cui normalmente “vengono abbassate le difese e aumentano i contagi”.

Le prime misure, intermedie, varate la settimana scorsa – con l’imposizione di un orario di chiusura per bar e ristoranti alle 22 – non sono bastate a contenere il contagio. Le associazioni di categoria stanno ora tentando il tutto per tutto, con l’introduzione di registri dei clienti, come dovrebbe avvenire anche in Italia, e con il rafforzamento dei protocolli sanitari. Ma non è detto che queste misure possano essere sufficienti per scongiurare una nuova chiusura.

D’altra parte gli unici segnali incoraggianti arrivano, in tutta la Francia, soltanto da Marsiglia, Nizza e Bordeaux. Per il resto, aumentano le aree sottoposte ad alta sorveglianza: Lille, Grenoble, Tolosa, Lione e Saint-Etienne. Ancora una settimana e il lockdown potrebbe tornare anche in tutti questi comuni.

Lorenzo Palmisciano

Fonte: Repubblica, Il Fatto Quotidiano

 

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