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Cronaca

“Hai una sigaretta?”. E in due trascinano la ragazza in un casolare. Dopo inizia la latitanza

Catturato a Padova uno dei responsabili di uno stupro avvenuto in un casolare. Ancora latitante il complice.

Si chiama Souilah Houcine e ha 30 anni l’uomo di origini tunisine arrestato dalla Polizia di Padova per aver trascinato con l’aiuto di un complice una giovane in un casolare abbandonato, dove ha poi avuto luogo uno stupro. La vittima della violenza, una ragazza che all’epoca aveva 23 anni, si trovava nei pressi di un Bed and Breakfast dove cercava un’amica con cui doveva incontrarsi quando si è imbattuta nei malviventi. Una lunga ricerca da parte di chi ha seguito il caso che ha alla fine portato all’incarcerazione di almeno uno dei due uomini – riferisce Il Giornale – mentre l’altro sarebbe al momento ancora latitante. Il misfatto è avvenuto il 25 luglio del 2016, con modalità analoghe a quelle di tante altre violenze simili: la 23enne è stata avvicinata da Souliah e dal complice mentre cercava di capire dove si trovasse, essendosi persa. I due sono riusciti ad approcciare la donna con la scusa di chiedere una sigaretta ma, una volta ricevuto quanto richiesto, hanno continuato ad importunare la vittima facendo apprezzamenti sul suo corpo per poi afferrarla bruscamente e trascinarla in un casolare abbandonato poco distante dove entrambi hanno partecipato allo stupro, nonostante i tentativi della giovane di dimenarsi e fuggire. Prima di darsi alla fuga, i due hanno anche derubato la ragazza del suo cellulare per impedirle di chiamare aiuto. L’uomo era stato rintracciato una prima volta e sottoposto alla custodia cautelare ma la lunga durata del processo aveva portato alla sua fuga tre anni dopo: infatti, una volta capito che sarebbe stato condannato, l’uomo aveva fatto perdere le sue tracce. Una fuga che si è conclusa il 15 settembre quando la polizia è riuscita a ritrovarlo proprio a Padova, teatro della violenza.

Sul tunisino grava una pena di 7 anni 2 mesi e 2 giorni di reclusione per stupro e rapina – riferisce Venezia Today – confermata dal tribunale nel luglio del 2020, esattamente quattro anni dopo l’accaduto. Nonostante le dettagliate informazioni fornite dalla vittima che riuscì a raggiungere un bar in Via Orlandi subito dopo aver subito l’abuso chiedendo immediatamente aiuto, il suo complice rimane tuttora a piede libero, la sua identità ignota.

Manfredi Falcetta

Fonte: Il Giornale, Venezia Today

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Manfredi Falcetta

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