Virginia Raggi ha stancato tutti: cinque presidenti di Commissione e 9 consiglieri contro il Sindaco

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Movimento Cinque Stelle scisso sulla figura del sindaco Virginia Raggi. Sono in tanti a non sostenere la sua ricandidatura nella Capitale.

Mentre in vista del referendum sul taglio dei parlamentari, i Cinque Stelle sembrano l’unico partito coeso, su altre questioni anche i grillini si dividono. E il punto di rottura interno al Movimento ha un nome e un cognome: Virginia Raggi. La piattaforma Rousseau, qualche settimana fa, ha dato il via libera al terzo mandato della prima cittadina della Capitale ma se gli elettori vogliono dare ancora fiducia al sindaco Raggi, di diversa veduta cinque  presidenti di commissione in quota Cinque Stelle. Come spiega la Repubblica si tratta di Enrico Stefani, Angelo Sturni, Alessandra Agnello, Marco terranova e Donatella Iorio che – rispettivamente – presiedono le commissioni Mobilità, Statuto, lavori pubblici, Bilancio e Urbanistica. Cinque commissioni chiave del comune di Roma pertanto. I cinque presidenti non si sono presentatial ritiro convocato dai Cinque Stelle a Ostia Antica e, insieme a 9 consiglieri, hanno firmato un comunicato nel quale si legge: “Basta con i vuoti slogan che lanciano soluzioni semplicistiche per problematiche complesse. basta estrema personalizzazione della contesa elettorale. Al Movimento Cinque Stelle serve un salto di qualità”.

Il sindaco Raggi non è mai stato menzionato direttamente ma era chiaro a tutti che il bersaglio della polemica sollevata dai cinque presidenti di commissioni era lei. Lei che , secondo il co-fondatore del Movimento Beppe Grillo, è “troppo per quei romani gente de fogna che non se la meritano”, come recitava un sonetto recitato proprio da Grillo qualche mese fa. Ma se Grillo esalta le doti di Virginia Raggi, ben altra l’opinione della capogruppo regionale Cinque Stelle Roberta Lombardi la quale, alla notizia della nuova corrente anti- Raggi nata in seno al comune capitolino, in una chat ha scritto: “Meno male. Allora c’è ancora qualcuno che ragiona nel gruppo comunale”. Dal canto suo la diretta interessata – mai menzionata direttamente tuttavia – ha commentato: “Siete destabilizzanti. Ma finché avrò forza e voglia continuerò a guidare questa nave, consentendovi di fare i vostri percorsi politici e di sparare anche contro di me”. Ma ora il sindaco di Roma rischia di non avere più i numeri in aula Giulio Cesare perché se solo volessero i cinque presidenti di commissione, i “cinque ribelli”, potrebbero bloccare il Consiglio comunale in quanto hanno i numeri per farlo. E visto il malcontento per diversi progetti a firma Raggi – come quello dello stadio della Roma, solo per dirne uno – il rischio che blocchino tutto si fa sempre più concreto.

Intanto – riporta AGI – Raggi, per il momento, sembra essere l’unico nome certo in corsa alle amministrative capitoline del 2021. Nel PD la ricerca al candidato disposto a scendere in campo sembra tutt’altro che facile. Sono già arrivati i cordiali rifiuti dell’ex Premier Enrico Letta e di David Sassoli. Si fa largo il nome della senatrice Monica Cirinnà che, però, al momento, resta solo un’ipotesi. Nessun nome certo neppure nel Centrodestra.

Samanta Airoldi

Fonte: Repubblica, AGI

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