Il taglio dei parlamentari è una buffonata, dice Massimo Cacciari, tagliate gli stipendi

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Per l’ex sindaco di Venezia Massimo Cacciari il referendum porterà a una “ennesima non riforma”. E sulle elezioni regionali, scommette su Ferruccio Sansa in Liguria. “Esperimento locale di convergenza tra PD e 5 Stelle”.

Volete risparmiare qualcosa? Dimezzate gli stipendi dei parlamentari. È la soluzione, semplice e indolore, di Massimo Cacciari per il problema dei “costi della politica”. Non si capacita l’ex primo cittadino di Venezia della realizzazione del referendum sul taglio dei parlamentari, che ritiene una immensa stupidità, nonché “l’ennesima non riforma”, riporta Repubblica. A margine di un incontro pubblico a Genova con il candidato di Pd e M5S alle elezioni regionali Ferruccio Sansa, Cacciari sostiene che non ha “alcun senso tagliare i deputati senza rivedere l’assetto complessivo del Parlamento italiano“, e incalza: “se si trattava di risparmiare qualcosa c’era un sistema molto più rapido, senza fare riforme costituzionali, che era il dimezzamento degli stipendi degli attuali parlamentari”. Non sono mancate le provocazioni ai 5 Stelle, accusati indirettamente di incoerenza nell’accettare gli stipendi di 14 mila euro. “Non si comprende come mai i 5 stelle così rigorosi pensino che siano adeguati stipendi di 14 mila euro in una situazione come quella italiana, tre volte quanto prende un professore ordinario dell’Università“. Parlando all’Adnkronos Cacciari ha rincarato la dose: “Il referendum passerà con il 70% dei sì, ma comunque per me è una buffonata perché non è una riforma accompagnata da altre misure“.

Cacciari ha anche difeso la candidatura di Sansa alla presidenza della Regione Liguria, che ritiene un esempio di successo di un esperimento locale di convergenza tra le due forze politiche – PD e 5 Stelle. Esperimento che però non si riesce ad ottenere in tutte le regioni, perché non sempre i partiti ragionano “in una prospettiva comune anche di medio periodo”. Anche se la candidatura di Sansa viene vista da Cacciari come uno “dei pochi segni positivi in questo momento”, il filosofo non vede tutto buio. Alle elezioni regionali, dice, “il Governo non rischia niente, a meno di straordinari risultati. Potrebbe essere un segnale davvero scassante perdere la Toscana, ma penso che sia molto difficile che ciò avvenga“, aggiunge.

E se il PD sembra relativamente tranquillo in Liguria e in Toscana, lo stesso non si può dire della Puglia, considerata da molti la Ohio italiana – per il ruolo decisivo che la Regione statunitense potrà giocare sui risultati delle prossime elezioni presidenziali di novembre. Vista da Sinistra, riferisce la Repubblica, la Puglia somiglia a un bastione assediato. Infatti dopo 15 anni di governo ininterrotto, il Centrosinistra potrebbe perdere la regione, lo snodo decisivo, dove Il Movimento 5 Stelle corre da solo con Antonella Laricchia e Matteo Renzi ha schierato, con Italia Viva, Ivan Scalfarotto. Un vero e proprio “tutti contro Michele Emiliano“. Il governatore dem si trova a sfidare non solo un Xentrodestra unito, con il candidato Raffaele Fitto, ma anche tutto il “fuoco amico” costituito da renziani e grillini. Verrebbe da chiedere al presidente del Consiglio Giuseppe Conte cosa ne pensa di tutto questo “fuoco amico” in Puglia. Fino a qualche giorno fa, il premier sfoggiava una certa tranquillità – poco credibile, va detto – nell’assicurare, in relazione alle elezioni regionali, che “qualsiasi sia l’esito del voto, non avrà incidenza sul governo”.

Fonte: Repubblica, AdnKronos

Thais Palermo

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