In un asilo di Crema un’intera classe è dovuta restare a casa perché uno dei bambini aveva qualche linea di febbre. Si attendono ora i risultati del tampone per il Covid.
Mentre per le scuole elementari e medie primarie e secondarie, nella maggior parte delle Regioni, la campanella tornerà a suonare lunedì 14 settembre, le materne e gli asili nido hanno già riaperto i battenti per i loro piccoli ospiti. Solo a Milano – riporta SkyTg 24 – i bambini che ieri sono tornati ai nidi e alle materne sono stati circa 19mila. E si prevede che, una volta terminati gli inserimenti, il numero salirà a 30mila. Il personale scolastico dovrà indossare mascherine e visiere mentre gli ingressi e le uscite verranno scaglionati in modo da evitare il più possibile la formazione di assembramenti. E se, da un lato, la riapertura delle scuole per l’infanzia rappresenta un bene per i piccolini che finalmente possono rivedere i loro compagni di giochi e per i tanti genitori che lavorano, sicuramente fa riaffiorare anche i timori di incorrere in nuove possibili “reclusioni”. Timori che in alcuni casi stanno già prendendo forma. In Trentino, ad esempio, un’intera classe – comprese le educatrici – è stata messa in quarantena a causa di un caso positivo tra i bambini. Mentre a Crema – riferisce La Provincia di Cremona – è bastato un sospetto per bloccare a casa i bambini. Il piccolo ha riportato qualche linea di febbre – misurata a casa dai genitori – e questo ha fatto immediatamente scattare il protocollo anti Covid. Così tutta una sezione della scuola comunale dell’infanzia Iside Franceschini dovrà ora restare a casa a scopo precauzionale fino all’esito del tampone. Il bambino sta bene, sembra non sia nulla di grave ma il protocollo anti Covid prevede che fino all’esito del tampone sia lui sia i suoi compagni debbano restare in isolamento a casa. Se il test sarà negativo i bambini potranno subito rientrare all’asilo; se, invece, dovesse risultare positivo è previsto l’isolamento di almeno 14 giorni. E, vista l’età dei bambini, questo potrebbe avere ripercussioni sull’attività lavorativa dei genitori laddove non fosse possibile svolgere il lavoro in modalità smart working.
Samanta Airoldi
Fonte: Provincia di Cremona, SkyTg24
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