Cesare Battisti, sciopero della fame in carcere e rifiuto delle terapie

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L’ex membro dei Proletari armati per il comunismo, estradato in Italia dal Brasile nel gennaio 2019 e da allora rinchiuso nel carcere di Oristano per aver commesso quattro omicidi, accusa l’illegittimità del suo regime di isolamento. E ottiene uno sconto.

Ha annunciato l’inizio di uno sciopero della fame Cesare Battisti. L’ex membro dei Proletari armati per il comunismo, estradato in Italia dal Brasile nel gennaio 2019 dopo 37 anni di latitanza e da allora rinchiuso nel carcere di Oristano per aver commesso quattro omicidi.

Avendo esaurito ogni altro mezzo per far valere i miei diritti, mi trovo costretto a ricorrere allo sciopero della fame totale e al rifiuto della terapia“. Lo scrive, in una lettera inoltrata al suo legale, l’avvocato Davide Steccanella. A riportarlo Ansa. Il legale chiarisce che Battisti si trova da oltre un anno e mezzo in isolamento diurno nel carcere di Oristano. Regime che, secondo l’avvocato, è di fatto “del tutto illegittimo”, una volta che la pena dell’isolamento diurno a suo tempo inflitta era di sei mesi, ed è stata scontata nel 2019. “La morsa del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria – scrive Battisti nella lettera – messa puntigliosamente in esecuzione dalla autorità del carcere di Oristano, ha resistito provocatoriamente a tutti i miei tentativi di far ripristinare la legalità, e la dovuta concessione dei diritti previsti in legge, ma sempre ostinatamente negati. A nulla sono valse le mie rimostranze scritte o orali rivolte a questa Direzione, al Magistrato di Sorveglianza, all’opinione pubblica. A Cesare Battisti non è nemmeno consentito sorprendersi se nel suo caso alcune leggi sono sospese: è quanto mi è stato fatto capire, senza mezzi termini, da differenti autorità“. È la pesante denuncia di Battisti nei confronti delle autorità penitenziarie e giudiziarie.

La lettera di Battisti sembra aver sortito effetto immediato. Subito dopo aver annunciato l’inizio dello sciopero della fame e il rifiuto della terapia, riporta il Fatto Quotidiano, il giudice di Sorveglianza ha dato il via libera alla sua scarcerazione anticipata per buona condotta. Battisti ha ottenuto così i “45 giorni di riduzione pena” previsti per ogni semestre scontato in caso di buona condotta dal momento che, si legge nel si legge nel provvedimento firmato dal magistrato di Sorveglianza di Cagliari, Maria Cristina Lampis, “nel corso della carcerazione subita ha dato prova di partecipazione all’opera di rieducazione, facendo, inoltre, registrare una condotta regolare”. Lo scorso luglio, l’avvocato Davide Steccanella aveva denunciato la Procura di Roma per abuso d’ufficio, per ritenere illegittimo lo status carcerario – in isolamento diurno – in cui si trovava l’ex membro dei Pac.

Fonte: Ansa, Il Fatto Quotidiano

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