Lasciati in mare, qualcuno sta risolvendo così il problema migranti. E non è Salvini

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Secondo un’inchiesta del quotidiano New York Times, da marzo ad ad oggi la Grecia ha abbandonato in mare più di mille migranti violando le norme del diritto internazionale.

Mentre sulle coste italiane non accennano a fermarsi gli sbarchi di migranti, talvolta anche provenienti dalla Tunisia – il Governo greco ha deciso di prendere una strada diversa. Da un’inchiesta del quotidiano statunitense New York Times – riporta TgCom24 – è emerso che da marzo ad oggi la Grecia ha espulso segretamente centinaia di migranti lasciandoli in mare al di fuori delle proprie acque territoriali.

Da marzo ad oggi le espulsioni hanno riguardato circa 1072 richiedenti asilo e, secondo le norme del diritto internazionale, risultano essere illegali. Stando alle ricostruzioni del quotidiano americano – avvalendosi anche dell’aiuto di ricercatori universitari, migranti sopravvissuti e della Guardia costiera turca – negli ultimi mesi, centinaia di migranti già sbarcati sul territorio ellenico, sono stati messi a bordo di gommoni e lasciati andare alla deriva tra le acque greche e quelle turche. Altri, invece, sono stati abbandonati nell’isola di Ciplak, un’isola disabitata che si trova nelle acque territoriali della Turchia. Alcuni sono stati poi salvati proprio dalla Guardia costiera turca che li ha avvistati e portati sul continente.

Il governo greco – dal 2019 guidato dal primo ministro Kyriakos Mitsotakis – ha negato qualsiasi coinvolgimento in azioni illegali e compiute in segreto e ha ribadito il suo solido rispetto alle norme di diritto internazionale, incluse quelle inerenti il trattamento dei richiedenti asilo. Tuttavia – ci ricorda  Il Post – sono anni che le autorità greche sono nell’occhio del mirino per il trattamento riservato ai migranti ai quali, spesso, non viene nemmeno data la possibilità  di fare richiesta di asilo, come previsto dal diritto internazionale. E con l’emergenza legata al Covid la situazione sembra essere peggiorata ulteriormente. Tra il 2015 e il 2016  l’Unione europea aveva chiuso i confini facendo un accordo con la Turchia affinché bloccasse le partenze. In pratica l’Ue si era impegnata a pagare, entro il 2019, 6 miliardi di euro alla Turchia affinché quest’ultima sorvegliasse la propria frontiera con la Grecia impedendo così ai migranti di entrare in Europa. Tuttavia tutto fino ad oggi si era sempre svolto secondo accordi ufficiali e alla luce del sole. L’attuale sistema di espulsioni illegali messe in pratica dal governo greco a partire da marzo, non ha precedenti.

Samanta Airoldi

Fonte: TgCom24, Il Post, New York Times

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