A Torino un uomo è stato arrestato per aver tentato di uccidere la moglie. Ad evitare il peggio, una chiamata alla polizia.

Archivio/Pedro Pardo/Getty Images

 

Ha aggredito la moglie dopo una banale lite, mettendole le mani al collo fino a soffocarla. E’ accaduto a Torino, nella notte tra l’8 ed il 9 agosto, l’ennesimo episodio di violenza sulle donne che avrebbe potuto avere risvolti anche più drammatici. L’aggressione si è consumata in via dei Trattati di Roma, nei pressi di Parco Ruffini. Sono le cinque del mattino – riporta La Stampa – quando una coppia che passeggia nella zona sente delle urla disperate provenire da un auto parcheggiata sul bordo della strada. La portiera del passeggero si apre all’improvviso ed esce un uomo che aggredisce la moglie trascinandola sull’asfalto e mettendole le mani al collo con violenza per strangolarla mentre la vittima implora disperatamente aiuto. Una brutale aggressione a cui i testimoni non hanno assistito senza far niente: la coppia ha subito chiamato le forze dell’ordine che sono giunte rapidamente sul posto, ammanettando l’aggressore: “Quando siamo arrivati aveva ancora le mani al collo di lei che implorava aiuto perché la stava uccidendo” – ha raccontato un testimone.

All’arrivo dei soccorsi la donna, una 39enne di origine ucraina, era priva di sensi. Dopo essere stata trasportata in ospedale ha raccontato tutto: “E’ stato mio marito. Abbiamo litigato e ha provato a strangolarmi”. Il responsabile dell’aggressione, un 48enne di origine romena, è stato subito arrestato. L’ennesimo caso di un uomo che aggredisce la moglie quello di Torino, un altro episodio di violenza sulle donne come i tanti che purtroppo continuano ad affollare la cronaca nera nel nostro Paese. In questo caso,  vittima e carnefice  erano sposati da appena un mese. Secondo le ultime statistiche dell’Istat, ogni anno una media di 133 donne perdono la vita in Italia, uccise dalla furia o dalla gelosia di mariti e compagni violenti. Fortunatamente, stavolta la Polizia è riuscita ad evitare il peggio. Adesso, gli inquirenti stanno cercando di ricostruire la dinamica dei fatti che può aver spinto il 48enne a scagliarsi con tale, ingiustificabile violenza.

Fonte: La Stampa, Istat

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