Bonus ai parlamentari, i primi nomi ad uscire sono quelli di due deputati della Lega

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Iniziano a venire a galla i nomi dei deputati della Lega che hanno chiesto il bonus di 600 euro durante i mesi di lockdown. 

Dopo che è scoppiata la bolla di alcuni esponenti politici – cinque deputati e non si sa bene quanti consiglieri regionali e comunali – che hanno chiesto il bonus di 600 euro durante i mesi di lockdown, nelle scorse ore diversi esponenti locali si sono autodenunciati. Ha suscitato un certo stupore la consigliera comunale di Milano Anita Pirovano che, pur essendosi autodenunciata, ha dichiarato di non essere affatto pentita del suo gesto e ha continuato a rivendicare il suo diritto al sussidio economico riservato alle partite Iva danneggiate dai mesi di chiusura forzata del Paese.

Fino ad ora, però, non era ancora saltato fuori nessuno dei “grandi nomi”, ovvero di coloro che ogni mese si portano a casa circa oltre 13.000 euro tra stipendio e rimborsi vari: nessun deputato – ad oggi – si è ancora denunciato. A quanto pare, infatti – spiega la Repubblica – gli ordini dall’alto hanno imposto il silenzio, soprattutto con gli organi di stampa. Eppure tra le file della Lega i nomi già iniziano a venire fuori. I due deputati del partito di Matteo Salvini sospettati di aver ottenuto il bonus Covid sarebbero Andrea Dara ed Elena Murello. Contattati dal quotidiano Repubblica, entrambi per il momento si rifiutano di fornire spiegazioni. Ma chi sono i presunti “furbetti del bonus” della Lega? Entrambi 45enni, Dara è un piccolo imprenditore tessile di Castiglione delle Stiviere, nel Mantovano mentre Murello – piacentina – è docente a contratto di informatica presso l’Università Cattolica e consulente in finanziamenti europei per la ricerca e l’innovazione. Il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari – riferisce il Corriere della Seraha assicurato che se i “colpevoli” sono proprio loro, verranno immediatamente sospesi: “Anche se quei soldi fossero stati dati in beneficenza, se qualcuno ha preso il bonus verrà sospeso”. Il riferimento alla beneficenza riguarda il caso di Ubaldo Bocci, consigliere comunale leghista di Firenze che ha dichiarato di aver sì ottenuto il bonus di 600 euro ma di averlo poi interamente devoluto per finanziare “opere buone”.

Samanta Airoldi

Fonte: Corriere della Sera, Repubblica

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