Giuseppe Conte sta rinunciando ad un mare di soldi per fare il Premier

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Se per alcuni entrare in politica ha comportato un notevole aumento di stipendio, così non è stato per il Premier Giuseppe Conte che, anzi, ci sta rimettendo.

Lo scandalo dei deputati e dei consiglieri comunali che hanno chiesto e ottenuto il bonus Covid di 600 euro ha riportato l’attenzione dei media e dei cittadini sugli stipendi dei politici. Molti si chiedono quanto effettivamente pesino – anche sulle nostre tasche – gli stipendi di chi ci governa e di chi ci rappresenta nelle varie sedi soprattutto ora, a poco più di un mese sul referendum sul taglio dei parlamentari. Nel complesso – riporta Il Messaggero – per gli stipendi dei 630 deputati, la Camera spende 81 milioni l’anno ai quali devono essere aggiunti altri 63 milioni per i rimborsi per un totale di 144 milioni. A questa cifra poi bisogna ancora addizionare i 155 milioni annui per i vitalizi. Alla fine dei conti quindi solo i deputati costano 300 milioni di euro annui. La metà, invece, costa il Senato. Pur guadagnando i senatori leggermente di più dei deputati, il Senato spende ogni anno 150 milioni per gli stipendi.

Tuttavia se per molti entrare in politica ha comportato un notevole aumento di stipendio, non per tutti è stato così. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte – riferisce il Corriere della Sera – non solo non ha incrementato il suo stipendio ma, anzi ci sta rimettendo. E non di poco. Prima di entrare a Palazzo Chigi, infatti, Conte da “semplice” avvocato, dichiarava 1 milione e 100 mila euro l’anno. Ora che ricopre il ruolo di primo ministro italiano, il suo stipendio è circa 114 mila euro lordi annuali, poco più di 6000 euro al mese dunque. In pratica ora Conte guadagna circa un decimo di quanto guadagnava prima del suo ingresso in politica. Il Premier si è anche decurtato volontariamente il salario del 20%, come deciso dal Movimento Cinque Stelle prima delle elezioni del 2018.  Non solo. Non essendo stato eletto in Parlamento, il Premier Conte non ha diritto neppure alle indennità parlamentari.

Samanta Airoldi

Fonte: Il Messaggero, Corriere della Sera

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