Gli stipendi dei politici variano moltissimo a seconda del ruolo e del luogo in cui si presta servizio. Il sindaco di un piccolo comune guadagna cifre ben al sotto di un senatore.

 

A fine settembre saremo chiamati a votare per il taglio dei parlamentari. E a poco più di un mese dalla chiamata alle urne, è scoppiato lo scandalo dei “furbetti del bonus Covid. Ovvero ben 5 deputati – 3 Lega, 1 Cinque Stelle e 1 Italia Viva – e altrettanti consiglieri comunali che hanno chiesto e ottenuto il sussidio. Nelle scorse ore è più volte intervenuta sulla questione la consigliera di Milano Anita Pirovano. La 38enne di professione fa la psicologa e ha rivendicato il suo diritto, in quanto libera professionista “prestata alla politica” di ricevere il bonus poiché – a suo dire – la politica non è un lavoro. La consigliera di Palazzo Marino ha più volte specificato che la politica non è tutta uguale e non si possono mettere nello stesso calderone consiglieri che percepiscono uno stipendio appena dignitoso con deputati che guadagnano migliaia di euro. Ma è davvero così? In base ai dati riportati dal Corriere della Sera parrebbe di sì: il dislivello salariale tra chi siede nelle Aule di camera e Senato e chi in un consiglio comunale risulta essere davvero alto. Un senatore, ad esempio – tra indennità e rimborsi vari – arriva a guadagnare quasi 15.000 euro al mese. Poco meno i deputati che si portano a casa poco meno di 14.000 euro. Senza contare che tanto i senatori quanto i deputati non pagano i trasporti sui treni e sui voli della compagnia di bandiera. Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte se la passava meglio quando era un “semplice” avvocato. Prima di entrare a Palazzo Chigi, infatti, il Premier dichiarava un reddito annuo di 1 milione e 100mila euro. Ora, da primo ministro non eletto, percepisce 114mila euro lordi l’anno essendosi decurtato – come deciso dai Cinque Stelle – il 20% dello stipendio. E non percepisce alcuna indennità.

Passando alle Regioni a statuto ordinario, troviamo i governatori che – in base a quanto stabilito dalla Conferenza delle Regioni – non possono avere uno stipendio superiore a 13.800 euro lordi al mese. Mentre i consiglieri non possono superare gli 11.100. Discorso ancora diverso va fatto per i comuni. Infatti i sindaci percepiscono indennità che variano in base al numero di abitanti: pertanto il sindaco di Milano Giuseppe Sala o il sindaco di Roma Virginia Raggi avranno indennità maggiori rispetto al sindaco di Voghera piuttosto che di un paesino del Lazio. Virginia Raggi percepisce, ad esempio, 9762 euro lordi al mese in quanto primo cittadino della Capitale mentre i sindaci dei capoluoghi di provincia guadagnano poco più di 5000 euro netti al mese. I sindaci dei comuni sopra i 20mila abitanti portano a casa a fine mese 3677 euro mentre se amministrano comuni più piccoli – sotto i mille abitanti – lo stipendio precipita a 893 euro. E per quanto riguarda i tanto discussi consiglieri comunali? A Milano un consigliere comunale alla fine del mese si trova in busta paga circa 1200-1500 euro lordi. Nei comuni più piccoli molto meno. Talvolta niente. Infatti – riferisce la Repubblica – in seguito allo scandalo è intervenuto Marco Bussone, presidente dei comuni montani per puntualizzare che non si possono considerare i consiglieri dei piccoli comuni alla stregua dei deputati. “Nei piccoli centri i sindaci e i consiglieri sono poco più che volontari. ben venga se qualcuno di loro ha chiesto il bonus”.

Samanta Airoldi

Fonte: Corriere della Sera, Repubblica

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