Home Politica Mancata zona rossa in Val Seriana, Conte : “Il verbale degli esperti?...

Mancata zona rossa in Val Seriana, Conte : “Il verbale degli esperti? Non l’ho mai visto”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:11
CONDIVIDI

Il verbale del 3 marzo scorso relativo alla Val Seriana è al centro dell’attenzione politica, e della Magistratura: Il Comitato Tecnico-Scientifico chiese al Governo di istituire una zona rossa, ma il Premier Giuseppe Conte dichiarerà alla Procura di Bergamo di non aver mai visto quel documento. 

Verbale Cts sulla zona rossa Val Seriana, Conte disse: "Non ho mai avuto quel documento" - Leggilo.org

Nemmeno la pubblicazione dei verbali, segretati fino a qualche giorno fa, del Comitato Tecnico-Scientifico durante l’emergenza sanitaria, riesce a fare luce sui quei tragici giorni. Anzi, sono molte le ombre che si allungano su Palazzo Chigi. Come ha spiegato L’Eco di Bergamo, gli esperti nel verbale del 3 marzo 2020 consigliarono al Governo provvedimenti restrittivi per i Comuni di Alzano Lombardo e Nembro, in Val Seriana, simili a quelli già adottati per i Comuni del lodigiano, come Codogno. La preoccupazione del Comitato è evidente: si legge della necessità di intervenire sia perchè l’indice R0 ha superato l’1, sia per la vicinanza dei due Comuni alla città di Bergamo. Il 5 marzo circa 250 militari delle Forze dell’Ordine arriveranno in Val Seriana, ma l’ordine di chiudere i due Comuni non sarà mai dato. Qualche giorno dopo invece, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte annuncia il lockdown totale per l’interno Paese.

Nel mezzo una riunione tra il Governo, l’Istituto Superiore della Sanità, la Regione Lombardia, la Protezione Civile e lo stesso Comitato Tecnico-Scientifico. Ed è da qui che parte anche l’inchiesta della Procura di Bergamo alla ricerca di eventuali responsabilità: in quei giorni si registrano 372 contagiati in Lombardia, ma l’atteso intervento per circoscrivere i focolai non arriva. Si sarebbe potuto intervenire in maniera più decisa e tempestiva, invece si lascerà passare qualche giorno lasciando che l’Ospedale di Alzano finisca per crollare, sommerso dagli arrivi. Il Comitato degli esperti sa, avendo incrociato i dati dei posti disponibili, quelli di terapia intensiva e la vicinanza ad un centro grande come Bergamo che l’intervento dovrebbe essere repentino. Ma il parere degli scienziati non è vincolante e l’ultima parola spetta al Premier dopo aver consultato i Ministri competenti, come spiega Il Corriere della Sera.

Al momento non si emergono richieste da parte della Regione Lombardia dell’istituzione di una zona rossa: diversamente da quanto dichiarato dall’Assessore Giulio Gallera, che invece aveva, durante diverse interviste, dichiarato che tale informativa fosse stata inviata a Roma. Ma emerge anche un altro particolare: sono le ore più drammatiche dell’emergenza e tutto viene inviato al Commissario per l’Emergenza Angelo Borrelli, Capo della Protezione Civile, e a Palazzo Chigi. Ma qui emerge una incongruenza: il Premier Conte infatti, durante l’audizione del 12 giugno con i Procuratori di Bergamo in qualità di testimone dei fatti, dichiara: “Non ho mai visto quel documento”. E il Capo del Governo conferma la sua versione dei fatti anche una seconda volta nello stesso incontro, il tutto verbalizzato. Com’è possibile che il Premier non fosse a conoscenza della richiesta del Comitato già dal 3 marzo dell’istituzione di una zona rossa in Val Seriana? Oppure, volendo credere al Premier, perchè mai Borrelli non avrebbe dovuto avvertire Palazzo Chigi? Queste e altre domande aleggiano nella testa della popolazione della Val Seriana che ha dovuto subire uno dei focolai più devastanti del pianeta.

Fonte: Il Corriere della Sera, L’Eco di Bergamo

Il Corriere della Sera, L'Eco di Bergamo