“Nessun nuovo lockdown”, assicura Giuseppe Conte. Ma caserme e presidi militari sono già pronti

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Il Coronavirus non è passato e l’impennata di casi in questi giorni sembra dimostrarlo. Per questo, l’Esercito sarebbe già pronto in caso di un nuovo lockdown. 

Il nuovo Dpcm, che verrà firmato nella giornata di sabato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, prevede nuove proroghe delle restrizioni approvate durante le misure di lockdown e nuovi linee guida in materia di turismo. Ma, intanto, preoccupa la curva epidemiologica nel resto dell’Europa. In Belgio, il Governo ha praticamente parlato di seconda ondata, mentre Francia e Spagna registrano un aumento esponenziale dei contagi: in Europa ci sono 979.259 positivi. In Italia ci sono diversi focolai – tutti circoscritti e sotto controllo – ma se la situazione nel continente non dovesse migliorare, si dovranno prendere situazioni drastiche – come la chiusura delle frontiere – oppure rischiare di essere travolti. In tale ambito è stato demandato dal Ministro della Difesa Lorenzo Guerini allo Stato Maggiore dell’Esercito di elaborare un piano qualora si dovesse verificare lo scenario peggiore in autunno, ovvero un nuovo lockdown.

L’allarme sula possibile seconda ondata è già stato lanciato giorni fa dal Comitato Tecnico-Scientifico, mentre un aspro dibattito si è aperto sull’argomento in seno alla comunità scientifica del Paese. Il virologo dell’Università di Milano, Fabrizio Pregliasco, ha parlato ad ogni modo di rischio elevato determinato dal fattore esterno: ovvero l’Italia potrà anche tenere sotto controllo i contagi, ma se questi dovessero aumentare negli Stati confinanti di conseguenza si verrebbe a creare un rischio maggiore per il Paese. Da qui il progetto dell’Esercito – come ha spiegato Il Riformista – in particolare del reparto sanitario, per evitare che il Paese si ritrovi come nella scorsa primavera drammaticamente inerme dinanzi al virus. I militari italiani sono intervenuti, proprio durante l’emergenza, su più fronti: da una parte sorvegliando le strade e le zone rosse insieme alle Forze dell’Ordine, dall’altro supportando con i reparti sanitari gli ospedali finiti sotto pressione a causa dell’alto numero di contagi.

Come spiega Il Messaggero, i magazzini delle caserme e presidi militari sono già stati riempiti in vista di un nuovo lockdown. Al momento l’Esercito dispone di 100mila mascherine Ffp3, 300mila di tipo Ffp2 e 3milioni di quelle chirurgiche, oltre a 100mila test sierologici, 6mila tute protettive, 4mila occhiali e altri indumenti di protezione. Tutto dovrebbe bastare, secondo le previsioni, per almeno 3 mesi, in tempo dunque per tornare poi sul mercato per acquistare tutto quello che serve ed evitare la corsa al rialzo del prezzo che ci ha fatto indignare nelle prime settimane di emergenza. Sono state acquistate inoltre 4 ambulanze specifiche per il biocontenimento – che andranno in funzione a Roma e Milano – che serviranno per il trasporto dei pazienti positivi. C’è poi il personale sanitario: 250 medici e 400 infermieri che potranno spostarsi in giro per l’Italia laddove occorra sostegno. Piccole unità di taskforce che sono state di sostegno, nei mesi terribili specie al Nord, agli ospedali e che spesso hanno sostituito membri del personale ospedaliero finiti in quarantena o peggio ammalatisi.

Fonte: Il Messaggero, Il Riformista

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