Mentre le imprese falliscono il Governo stanzia 4 milioni di euro per la legge sull’omotransfobia

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Si discute oggi alla Camera il Decreto legge a firma Zan contro l’omotrasfobia. Partito Democratico, Italia Viva e Cinque Stelle vogliono istituire la giornata nazionale contro omofobia, lesbofobia, bifobia, transfobia.

Era il 1999 – riporta la Repubblica – quando, per la prima volta, si tentò di introdurre l’argomento omofobia in Parlamento. La prima iniziativa fu affidata ad un deputato del Partito popolare Italiano, Paolo Palma, il quale – in virtù delle sue posizioni vicina alla chiesa Cattolica – pareva essere l’uomo giusto per evitare la dura opposizione della Comunità episcopale. Esattamente come nell’attuale testo che vede il deputato del PD Alessandro Zan come primo firmatario, già nel testo del 1999 si proponeva di estendere le sanzioni penali previste dalla legge Mancino a tutti quei comportamenti ritenuti violenti o discriminatori motivati dall’orientamento sessuale. La proposta di legge – bocciata tanto dai partiti di Destra dell’epoca quanto dalla Cei – venne poi accantonata in seguito alla caduta del Governo di Massimo Dalema nel 2000.

E oggi, a distanza di oltre vent’anni, si torna sulla questione lasciata a lungo irrisolta. Oggi, infatti, si discuterà in Aula alla Camera la proposta di legge Zan contro l’omotransfobia. Il testo del deputato del PD include anche le donne, oltre agli omosessuali e ai transessuali, poiché ritenute vittime di violenze legate al genere.  Il testo – spiega La Stampa – prevede il carcere – da 1 a 4 anni – per chi istiga alla violenza omofobica; la reclusione fino a 1 anno e 6 mesi oppure una multa fino a 6000 euro per chi ritenuto reo di diffondere idee basate sulla discriminazione di genere. Oltre alla parte punitiva vi è una parte non repressiva ma che punta a diffondere la cultura del rispetto e della tolleranza per la diversità, a partire dalla scuola. Il testo Zan infatti prevede che venga istituita nella data del 17 maggio la “Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia“. Il Dipartimento delle Pari Opportunità, inoltre, dovrà elaborare un programma per la prevenzione delle discriminazioni legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere. Si prevede anche l’istituzione di appositi centri che accoglieranno le vittime di omotransfobia garantendo loro vitto e alloggio, assistenza sia psicologia sia legale tutto a titolo gratuito. Per i programmi formativi il Governo ha stanziato 4 milioni di euro.

A favore della Legge i partiti di Maggioranza. Contrari Lega e Fratelli d’Italia mentre Forza Italia ha lasciato liberi i deputati di votare come ciascuno ritiene più opportuno. Per evitare pericolose “derive liberticide”- paventate dai partiti contrari alla legge – PD, Cinque Stelle, Italia Viva e Forza Italia hanno votato la clausola salva idee. Con questa clausola verranno escluse dal reato di omotransfobia le affermazioni che rappresentano la libera espressione del soggetto riconducibili ad opinioni personali, purché non istighino all’odio e alla violenza.

Samanta Airoldi

Fonte: Repubblica, La Stampa

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