Consiglieri in lockdown ma con maxi rimborsi per gli spostamenti: scoppia lo scandalo in due Regioni

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I consiglieri di alcune Regioni hanno ricevuto bonus da migliaia di euro per gli spostamenti anche durante il lockdown.

 

Mentre moltissimi italiani, fermi dal lavoro per tre mesi, durante il lockdown sono rimasti a secco,  i consiglieri di alcune Regioni anche durante il periodo di blocco del paese, hanno continuato a percepire bonus ed indennità per gli spostamenti pur lavorando da casa. Il Quotidiano riferisce che sono Friuli Venezia Giulia e Toscana le Regioni in questione. A differenza  del Parlamento Europeo – dove l’indennità di trasferimento viene rimborsata soltanto previa firma del consigliere interessato che deve certificare la sua presenza – il consiglio regionale rimborsa gli spostamenti tramite una semplice delibera. I consiglieri delle due regioni durante la quarantena hanno ricevuto il denaro sotto forma di indennità forfettaria. Alcuni, quando si sono accorti dell’incongruenza nella loro retribuzione, hanno restituito i soldi ma la decisione è stata lasciata ai singoli, senza precise direttive.

Parlando di cifre, i consiglieri rimborsati durante la quarantena per spostamenti mai avvenuti hanno ricevuto bonus pari a migliaia di euro: in Friuli Venezia Giulia ci sono 49 consiglieri regionali che percepisono un’indennità forfettaria pari a 3.500 euro nell’area di Udine e Pordenone e di 2.500 euro per gli eletti a Trieste, per un totale di 155.000 euro al mese in quasi tre mesi di lockdown. In Toscana – riferisce Il Corriere della sera – le cifre sono minori ma comunque elevate: le indennità percepite dai consiglieri si aggirano tra i 1.600 ed i 1.000 euro che sommati portano comunque a più di 80.000 euro al mese per quasi tre mesi in un periodo in cui molte persone faticano a mantenere aperta la propria attività e a provvedere alle necessità di tutti i giorni.

Toscana e Friuli Venezia Giulia sono le uniche Regioni in cui le indennità per i consiglieri in quarantena non sono state regolate. In  Emilia Romagna ad inizio lockdown è stato stabilito che chi partecipa tramite mezzi telematici alle sedute non avrebbe avuto diritto a rimborsi. Con il rimborso forfettario utilizzato nelle due regioni al centro della controversia invece, le causali per il rimborso risultano molto vaghe: a livello burocratico dunque, diventa più difficile negare un indennizzo per gli spostamenti non avvenuti. Il procuratore della Corte dei Conti Tiziana Spedicato ha aperto un fascicolo contro ignoti mesi fa e sta raccogliendo tutte le informazioni sul caso per fare luce sulla vicenda. Lipotesi di reato è di danno erariale. Intanto, dal consiglio regionale friulano chiariscono: “C’è stata una singola seduta il 30 marzo, eventuali danni sarebbero irrisori” . Intanto alcuni dei membri dei due consigli regionali nell’occhio del mirino hanno iniziato a prodigarsi in donazioni, dirette soprattutto alla ricerca contro il Coronavirus.

Fonte: Il Quotidiano, Corriere della Sera

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