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La rabbia dei ristoratori italiani contro Castelli: “Non siamo più disposti a giustificare questi scivoloni”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:24
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Sono oltre 500, rappresentati da tantissime associazioni di categoria, i ristoratori che hanno voluto rispondere al Viceministro Castelli. Intanto la Deputata grillina torna sui suoi passi accusando la stampa di aver strumentalizzato la vicenda. 

Lettera di 500 ristoratori a Laura Castelli: "Il Governo non offenda un intero comparto che vale il 13% del Pil" - Leggilo.org

Le parole pronunciate dal Viceministro all’Economia e Finanze Laura Castelli hanno definitivamente incrinato una crisi tra il settore delle ristorazione e del turismo e l’Esecutivo. Una rapporto mai idilliaco che ha visto gli imprenditori ed i commercianti subire dapprima i ritardi sui sussidi ed i prestiti, poi le le – decisamente – fantasiose teorie sulle riaperture. Nella giornata di ieri, Castelli, aveva dichiarato: “Se le persone hanno deciso di non sedersi più al ristorante allora bisogna aiutare l’imprenditore a cambiare attività”Stamane è arrivata la pesante risposta di oltre – si legge nella nota che accompagna la missiva – 500 ristoratori italiani che in una lettera hanno espresso tutto il loro malcontento per la superficialità con cui Castelli si approccia ad un settore fortemente in crisi – a causa della pandemia – ma che nel 2019 è valso oltre il 13% del Pil. Come scrive Il Corriere della Sera, ci sono numerose associazioni tra cui Ristoratori Milanesi, Movimento Impresa Lombardia, Liguria Riparte, Ristoratori Emilia Romagna, Ristoratori Toscana, RistorItalia, Associazione Commercianti per Salerno, Movimento Impresa Puglia, oltre che allo chef stellato Gianfranco Vissani, che dal nord al sud hanno voluto far sentire la propria voce.

Si legge nella lettera: “Non siamo più disposti a scusare, a capire o giustificare. Siamo diventati intolleranti a questi scivoloni televisivi che mettono alla gogna mediatica un intero comparto”. Nella lettera si legge – come avevamo già accennato – al braccio di ferro venutosi a creare a seguito della disastrosa crisi pandemica. Considerando i ritardi per la cassa integrazione in deroga, o per i prestiti a fondo perduto incastrati negli adempiti burocratici bancari, l’uscita di Castelli appare oltremodo grottesca. Continua la lettera: “Ci hanno dato dei pigri, dei rivoluzionari, multati e adesso anche degli incapaci. I ristoratori non hanno mai chiesto clienti al governo, hanno chiesto sostenibilità per le riaperture”. La crisi di uno dei settori più floridi – anche in termini di esportazione – del made in Italy è dovuta in gran parte all’emergenza che ha di fatto danneggiato il settore turistico-ristorazione più di altri.

I ristoratori avvertono l’Esecutivo di non tralasciare alcuni aspetti fondamentali del settore – come ospitalità e accoglienza – nè il vallore di riqualificazione che un locale può avere in determinato territorio, in termini di lavoro ma anche in funzione anti-degrado.  Sono tutti elementi che la classe dirigente, scrivono i ristoratori, sembra non cogliere. E continuano: “La politica non è show ma ha la responsabilità di dire cose giuste, nel modo giusto e con le parole giuste”. Per questo, all’interno della missiva, si invita il Governo ad adempiere alle promesse di sostegno del settore, oltre che ad uno sforzo maggiore per attecchire le perdite del settore dovute al calo delle presenze durante le ferie estive che si registrerà quest’anno. Intanto lo staff del Viceministro Castelli – come spiega Agi – ha dichiarato che le parole della Deputata grillina sono state fortemente strumentalizzate – il Viceministro era ospite del Tg2Post – e sono state usate fuori dal proprio contesto: “La citazione del ristorante, ovviamente, è un esempio e non un attacco alla categoria”.

 

Fonte: Il Corriere della Sera, Agi

 

Il Corriere della Sera, Agi