Home Casi Omicidio dei gemellini in Valsassina, il rimpianto del vicino: “Forse potevo salvarli”

Omicidio dei gemellini in Valsassina, il rimpianto del vicino: “Forse potevo salvarli”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:53
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Il vicino di casa della famiglia Bressi racconta di aver udito dei rumori nella notte ma di non essersi preoccupato. Ora vive con il rimpianto di non aver fatto nulla.

Con il senno del poi forse sono tante le tragedie che si sarebbero potute evitare. E ognuno di noi si logora ogni giorno con mille “se”. E’ esattamente la condizione in cui ora si trova il vicino di casa della famiglia Bressi. L’uomo – come i Bressi – ha una seconda casa in Valsassina e vive al piano superiore rispetto all’appartamento dove i due gemellini Elena e Diego sono stati uccisi dal padre Mario per vendicarsi della moglie da cui si stava separando. Il vicino – intervistato dalla Repubblica – ha spiegato di aver udito solo qualche rumore intorno alle 3 di notte, ma nulla di preoccupante, nessun grido né lamento. Incurante ha continuato a dormire fino a ché alle 7 ha sentito un grido straziante. Quando è sceso per vedere cosa stava accadendo ha trovato la mamma dei bambini, Daniela Fumagalli, per terra in preda al dolore e al pianto. “Forse avrei potuto fare qualcosa, avrei potuto fare una rampa di scale e salvarli. Li avevo visti ieri sera giocare qui nel cortile, mai avrei potuto immaginare. I bambini per me sono la cosa più sacra e ora vivrò sempre con questo peso: avrei potuto fare qualcosa per evitare la tragedia”.

Ora – riporta Fanpage – i carabinieri di Lecco hanno rinvenuto due cellulari dentro una campana per la raccolta del vetro. Probabilmente si tratta dei telefonini dei due bambini uccisi che potrebbero aiutare a fare chiarezza sull’accaduto. Anche se l’apparecchio più importante per le indagini – il cellulare del 45enne Mario Bressi – ancora non è stato trovato. I carabinieri hanno sequestrato il pc dell’uomo ma ancora stanno cercando il cellulare da cui Bressi ha mandato una serie di messaggi alla ex moglie accusandola di essere la responsabile della fine del loro rapporto. Si sospetta che il cellulare sia nel medesimo luogo in cui il 45enne si è tolto la vita. Sospetto avvalorato da alcune foto che l’uomo  ha pubblicato sui social insieme ai figli probabilmente già morti.

Domani le autopsie verificheranno come sono stati uccisi i piccoli Diego ed Elena e se sono stati sedati prima di essere ammazzati. Le indagini, invece, puntano a capire se il duplice omicidio sia stato frutto di un atto premeditato.

Fonte: Repubblica, Fanpage

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