Movimento 5 Stelle continua a perdere pezzi, Maggioranza in bilico al Senato: ora Conte trema nelle Aule

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Le crisi intestine del M5S agitano la Maggioranza, nuove defezioni all’orizzonte. Governo che arranca sui numeri in Senato: il Premier Conte sempre più ostaggio dei piccoli gruppi parlamentari. 

M5S: persi altri due parlamentari, Maggioranza Conte in bilico in Senato - Leggilo.org

Sono settimane importantissime per il Governo del Premier Giuseppe Conte: il prossimo Eurogruppo per il Recovery Plan, il passaggio in Aula del Mes e i provvedimenti per il rilancio economico. Una fase delicatissima, che non può subire ulteriori rallentamenti, in cui Conte e i suoi si giocano molto del loro futuro e di quello del Paese. Ma Camera e Senato potrebbero a breve trasformarsi in una vera e propria trappola mortale per il Premier, e tutto questo a causa della lenta – ma inesorabile – implosione all’interno del Movimento 5 Stelle. I grillini, che vivono ore complicate a causa delle crisi correntizie alimentate da una parte dal ritorno dell’ex Deputato Alessandro Di Battista, e dall’altra dal continuo rinvio degli Stati Generali, rischiano di portare nel baratro anche il Governo. Nei giorni scorsi, come spiega Il Giornale, la Deputata Alessandra Armellino e la Senatrice Alessandra Riccardi, hanno lasciato il gruppo pentastellato. La Deputata Armellino – membro della Commissione Difesa a Montecitorio – è approdata al Gruppo Misto, dove, di volta in volta, valuterà se sostenere le proposte dell’Esecutivo: “Non vado via del M5S ma della persone che si sono impossessate di un progetto tradendo le speranze degli italiani”, ha dichiarato.

Riccardi è invece approdata al Gruppo della Lega, accomodandosi dunque all’opposizione dell’Esecutivo. Mancanza di dialogo e di confronto, Movimento interamente nelle mani di pochissimi eletti e subalternità all’interno della Maggioranza al Partito Democratico: sul banco degli imputati finiscono anche gli intoccabili Beppe Grillo e Davide Casaleggio. Ma la partita nelle Aule non è finita: come spiega HuffingtonPost, altri 3 parlamentari, ormai in rotta con la dirigenza, potrebbero abbandonare il nido grillino. Si tratta di membri di Palazzo Madama: Tiziana Drago, Marinella Pacifico e Mattia Crucioli. Quest’ultimo potrebbe raggiungere Gianluigi Paragone nei banchi del Gruppo Misto, mentre le prime due Senatrici potrebbero seguire Riccardi nella Lega. Questo Governo non è nato sotto l’auspicio della buona stella, ma si auspicava, all’interno del Movimento, una maggiore apertura. E ci sono diversi nodi da sciogliere: il 30 giugno scadranno i termini per la presentazione delle rendicontazioni. Molti non sono in regola – anche in aperta protesta con l’utilizzo della piattaforma Rousseau – tanto che i probiviri hanno deciso di limitarsi al semplice richiamo, in caso di eventuali mancanze, per non alimentare ancora di più l’incendio interno.

Dietro queste defezioni ci potrebbe anche essere una strategia del leader del Carroccio Matteo Salvini che – memore dell’esperienza del Governo giallo-verde – sa bene che molti parlamentari grilllini hanno mal digerito la fine del Conte uno e, ancora di meno, l’alleanza con il PD. “L’obiettivo ormai è terremotare Giuseppe Conte”, si tuona tra i corridoi di Palazzo Chigi. La Lega mira ad indebolire Conte al Senato e – eventualmente – mettere Forza Italia alle corde. Perchè da mesi si vocifera di un gruppo di azzurri “responsabile” pronto al soccorso di Conte. Una prova di fedeltà che potremmo forse già vedere in atto il giorno dell’attivazione del Mes. I numeri al Senato non fanno dormire a sonni tranquilli il Premier. Sulla carta l’Esecutivo ha resistito alle defezioni e alle fughe griiline, (dall’inizio della Legislatura il M5S ha perso 13 Senatori e 21 Deputati). Come spiega Fanpage, a Palazzo Madama l’Esecutivo può contare su 167 Senatori: 95 del M5S, 35 Dem, 17 di Italia Viva, 5 di Leu, 3 Svp,  7 dal gruppo Misto e l’appoggio dei senatori a vita. Questo significa che, contando i gruppi parlamentari che sostengo il Governo, si arriva a 160 su una maggioranza di 161.

Sono numeri quasi ingannevoli che meritano un’approfondita valutazione. Al netto delle dichiarazioni di rito: “C’è una maggioranza stabile, lo abbiamo dimostrato anche quando quel volpone di Calderoli ha cercato di mettere una trappola al Senato”, ha detto nella giornata di ieri il Ministro dei Rapporti con il Parlamento Federico D’Inca, ora al Senato Conte dovrà districarsi tra accordi, promesse e patti. Nessuno – al momento – vuole andare al voto, nè potrebbe dare una spallata e sostituire il Premier Conte. Molto più redditizio costringere il Capo del Governo a scendere a patti: l’ex Premier Matteo Renzi – d’altra parte – ci ha mostrato in questi mesi quanto peso si possa avere sull’Esecutivo quando i numeri sono risicati. Lo abbiamo visto sul caso Bonafede e Autostrade. La situazione è esplosiva, tanto che il Segretario Dem Nicola Zingaretti ha sbottato chiedendo maggiori sicurezza all’alleato di Governo. Maggioranza e opposizione scavano trincee in Senato: la battaglia è appena inziata.

 

 

Fonte: Il Giornale, HuffingtonPost, Fanpage

 

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