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L’emergenza è un flusso continuo, senza una data prevista per la fine dice il commissario Arcuri

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:08
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Secondo il commissario per l’emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri, il virus si ripresenterà il prossimo autunno. Ma il professor Zangrillo lo smentisce.

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Il timore di una seconda ondata che provochi nuovi morti e ci costringa ad un secondo lockdown è davvero molto forte. Proprio ora che, da qualche settimana, abbiamo ripreso in mano le nostre vite tornando a lavorare e uscire, l’idea di ripiombare nell’incubo del blocco totale è, per molti, paralizzante. E i timori legati alla salute si uniscono a quelli legati all’economia. Un secondo lockdown, infatti, potrebbe dare il colpo di grazia a milioni di attività, piccole imprese e a tanti liberi professionisti. Chi è praticamente sicuro che il Covid tornerà a bussare alle nostre porte con l’arrivo dell’autunno è Domenico Arcuri, commissario per l’emergenza Coronavirus nominato dal Governo. Arcuri – intervistato da Il Fatto Quotidiano – ha dichiarato, con una certa dose di sicurezza, che il virus quasi sicuramente tornerà: “Sono realistico: il virus potrà riacutizzarsi, specialmente in alcune zone. Questa emergenza non è un evento limitato nello spazio e nel tempo, ma un flusso continuo. Senza una data prevista per la fine”. Arcuri, pur essendo un economista – Amministratore Delegato di Invitalia – e non un medico, pare avere pochi dubbi a riguardo. E, infatti, il commissario parla già di mascherine tutte italiane a settembre. Come a voler dire che ancora – o di nuovo – a settembre dovremo indossare la mascherina per tutelarci da una nuova ondata di contagi.

Tuttavia c’è chi non è sulla stessa lunghezza d’onda. E non parliamo di opinionisti o persone che parlano per attaccare l’operato del Governo. Niente interessi politici o di parte. Ad esprimersi in senso contrario a quello di Arcuri è il professor Alberto Zangrillo, primario delle Terapie Intensive del San Raffaele a Milano. Zangrillo, nei giorni scorsi, è balzato agli onori della cronaca per aver affermato che “il virus clinicamente non esiste più”. Intervistato dal giornalista Nicola Porro durante la trasmissione Quarta Repubblica in onda sulle reti Mediaset, Zangrillo ha spiegato il senso della sua affermazione che ha sollevato un gran polverone: “Io ho solo detto la verità, mi sono limitato a descrivere ciò che accade. Non ho detto che il virus è mutato o che si è attutito. Ho solo detto che oggi la malattia provocata dal virus è inesistente. Noi clinici ci limitiamo ad osservare i fatti”.

Ma non è tutto. Perché, certo – si potrebbe ribattere – anche se il virus fosse meno pericoloso dei mesi scorsi, nulla osta che possa tornare a farci visita in autunno, come prevede il commissario Arcuri. Ma anche qui il professor Zangrillo, basandosi sul comportamento, negli anni scorsi, di virus appartenenti alla famiglia Sars, la pensa diversamente. O, quantomeno, è più possibilistico. “La seconda ondata, secondo noi, non ci dovrebbe essere. Non sono Nostradamus e non ho la sfera magica ma sappiamo che i betacoronavirus che abbiamo conosciuto in precedenza non hanno fatto nuovi danni in autunno. Nessuno poi può dirlo con certezza, sarebbe come voler sapere ora se a Sant’Ambrogio a Milano nevicherà”.

Fonte: Il Fatto Quotidiano, Mediaset