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Distanziamento sociale e misure di precauzione; ed ora un caffè costa due euro

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:35
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L’Italia affronta la fase 2 dell’emergenza Coronavirus con la riapertura delle principali attività. Molti esercenti decidono di aumentare i prezzi per tamponare il danno economico dei mesi passati in lockdown. 

caffè 2 euro - Leggilo

Dopo ben due mesi di fermo a causa del lockdown, l’Italia può finalmente riaprire e le imprese tornare in attività: le saracinesche sono state alzate e le porte aperte, ma ad aspettare i clienti vi è un’amara scoperta. Per far fronte all’impatto economico subito in queste settimane, infatti, molti esercenti hanno deciso di aumentare considerevolmente i prezzi dei listini. Ma facciamo un passo indietro e vediamo chi ha potuto riaprire i battenti. A fare un primo bilancio della fase 2 è Confcommercio, riporta Affari Italiani.  Sono ben 623 mila gli esercizi tornati in attività, ai quali la settimana prossima se ne aggiungeranno molti altri. A fare da apripista, a due giorni dalla ripresa, vi è la ristorazione con il 70% delle attività – ovvero 175.350 – e il settore dell’abbigliamento che conta 9 negozi su 10 – ben 103.589. A seguire, poco più dietro, i negozi di prodotti non alimentari e infine i servizi dell’estetica – parrucchieri ed estetiste. Tutti sono ben attenti a seguire le linee guida regionali e nazionali, equipaggiati di mascherine e disinfettanti oltre che appositi divisori nell’area della cassa. Il rischio, in caso della mancanza di misure adeguate, è quello di una “sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza”. 

Nonostante l’ottimistica ripresa, sono ben 400mila i lavoratori rimasti a casa, ovvero circa il 40% dei dipendenti. Non è finita qua e le conseguenze del lockdown e del Coronavirus si fanno sentire, come dimostra una stima della Coldiretti: si prevede un crollo del 80% nel campo della ristorazione a causa delle mancate riaperture ma anche di un afflusso minore del turismo. Si aggiunge, infine, un’amara sorpresa per i clienti: per tamponare il danno economico subito molti esercenti hanno deciso di aumentare i prezzi dei prodotti. A riportarlo è il Corriere della sera, che racconta di come i costi all’interno dei saloni femminili siano saliti intorno al 10-15% fino a un picco del 20. Secondo Rosario Trefiletti – Centro Consumatori Italia – non c’è da preoccuparsi e si tratterebbe di un “aumento a macchia di leopardo, non generalizzato.” Ciò che però indigna e fa tremare l’Italia intera è l’aumento del costo del caffè che arriva persino al 52%. Un aumento non indifferente e che ha lasciato basiti i consumatori recatisi, lunedì mattina, nei bar appena aperti. A Milano, dice per esempio il Codacons, il prezzo è salito da 1,30 euro a 2 euro. Le cause potrebbero essere molteplici come la copertura del costi necessari per allinearsi alle nuove regolamentazioni – quali sanificazioni, materiale protettivo e barriere provvisorie. Secondo Mauro Bussoni, segretario generale di Confesercenti, c’è chi per molti mesi non ha incassato nulla, andando incontro a notevoli difficoltà e arretrando non pochi pagamenti. “O uno riesce a far quadrare i conti tagliando i costi,” dice, “o ritocca i prezzi.” La differenza, sottolinea, alla fine la fa il mercato e solo col tempo si scopriranno le conseguenze che questo periodo ha avuto sulla vita delle persone.

Simona Contaldi

Fonte: Affari Italiani, Corriere della sera

 

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