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Cronaca

Coronavirus, i morti calano ma il virologo Massimo Galli ha ancora paura: “Rischi enormi”

Il professor Massimo Galli, virologo e direttore del dipartimento di Malattie Infettive presso l’Ospedale Sacco di Milano, si dice scettico riguardo la riapertura dell’Italia. Il nostro Paese, infatti, da qualche ora è entrato nel vivo della Fase 2, quella in cui si dovrà convivere con gli ultimi strascichi del Coronavirus.

I dati forniti dalla Protezione Civile ci informano che oggi i casi positivi  scendono di 1798 unità per un totale di 66.553.Si registrano 99 nuovi deceduti nelle ultime ventquattro ore che portano il totale a  32.007. I guariti salgono a 127.326, + 2366 rispetto a ieri. Continua a migliorare la situazione degli ospedali: da ieri i ricoverati scendono di 104 unità e raggiungono quota 10.207; mentre i pazienti in terapia intensiva sono 749, – 14 di ieri. Nelle ultime ventiquattro ore sono stati effettuati +36.406 tamponi per un totale di 3.041.366. Ad oggi il totale dei casi in Italia è 222.886, +451 rispetto a ieri.

Il virologo Massimo Galli parla di rischi enormi

E questi dati incoraggianti arrivano proprio nella giornata in cui il Paese riapre quasi del tutto. E’ terminata, infatti, la fase più dura vissuta dall’inizio della pandemia dal Coronavirus fino a questo momento. La quarantena, durata molto più che qualche settimana, sembra aver frenato un diffondersi illimitato del virus nel nostro Paese, permettendo un rallentamento della curva dei contagi. Oggi, ad ormai due mesi dall’inizio del lockdown, l’Italia ha infatti riavviato gran parte delle attività economiche. Bar, ristoranti, negozi – pur con limitazioni e misure di prevenzione restrittive – hanno infatti riaperto; anche se la Fase 2, su cui a lungo hanno lavorato esperti di quasi tutti i settori, comporta rischi a pericoli. Questo, almeno, il parere di molti virologi ed esponenti del mondo scientifico. Il professor Massimo Galli, direttore del dipartimento di Malattie Infettive presso l’Ospedale Sacco di Milano, si è espresso circa i rischi delle riaperture. “Non abbiamo la certezza scientifica che le misure adottate basteranno. La gente è arrivata allo stremo. Mi auguro che tutti rispettino le misure” “. Ha dichiarato  il medico alla Repubblica. Tuttavia, il tentativo va fatto e l’Italia sembra non avere altra scelta. La situazione nel nostro paese è infatti drammatica: il settore terziario ha subito durissime perdite, e i cittadini sono al limite della sopportazione, con effetti sulla psiche devastanti.

Un allentamento delle misure di sicurezza che risulta dunque inevitabile, ma che non annulla  il rischio di una seconda ondata di contagi. Uno studio cinese sulla diffusione del Coronavirus nel nostro Paese consigliava di prolungare la quarantena di altri due mesi. Ipotesi sostenuta anche da virologi di fama mondiale ma ritenuta irrealizzabile dagli economisti e dal Governo. Secondo il professor Galli, il problema principale è rappresentato dai tanti infetti asintomatici che potrebbero tornare a diffondere il Covid-19: “I contagiati probabilmente sono dieci volte più di quanto stimato”. Ha detto all’ Huffington Post. Secondo Galli, l’aumento dei contagi in Lombardia – meno grave delle settimane precedenti, ma comunque consistente – si spiega con il numero di tamponi effettuati e con la registrazione di molti infetti sfuggiti al controllo nei giorni precedenti. La chiave per limitare i rischi, dunque, risiederebbe nei test a tappeto. In assenza di ipotesi certe, l’unica cosa da fare è fare ipotesi. Galli si dice cautamente ottimista riguardo l’ipotesi che il virus abbia perso parte del suo potenziale infettivo. Il professore non è l’unico ad ipotizzare che il caldo, arrivato con la primavera, possa ostacolare la diffusione del virus. Meno ottimista l’Organizzazione Mondiale della Sanità che mette in guardia non solo l’Italia ma tutto il mondo: il direttore Hans Kluge – riporta Adnkronos, – lancia un monito: “I contagi aumentano nei paesi dell’est-Europa. Ad ovest dovremmo approfittare di questa tregua momentanea per prepararci alla seconda ondata”. Ancora una volta, non ci rimane che incrociare le dita e sperare che le misure di distanziamento siano sufficienti per uscire dalla crisi.

Fonte: Repubblica, Huffington Post, Adnkronos, Protezione Civile

Pubblicato da
Manfredi Falcetta

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