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Tutti a distanza di almeno due metri, 4 metri quadrati per ogni cliente in bar e ristoranti

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Il Premier Conte è pronto a varare un nuovo Dpcm valido dal 18 maggio, mentre sale la tensione con i Governatori sul divieto di spostamento oltre i confini regionali, che dovrebbe però restare. Attesa una conferenza stampa del Capo del Governo in serata. 

Fase 2, nuovo Dpcm di Conte: 2 metri di distanziamento e spostamenti solo nelle Regioni di residenza - Leggilo.org

La fase 2.0 sta per partire. In mattina si è svolto il Consiglio dei Ministri che ha valutato le nuove direttive in vista delle aperture dei locali commerciali. La riunione si è aperta con gli interventi del Ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia e il Ministro della Salute Roberto Speranza: il trend dei contagi è sotto controllo e l’indice R0 si mantiene sotto l’1. A preoccupare è la Lombardia, dove si registrano dei cali rispetto a fine aprile, ma le terapie intensive sono ancora oltre la soglia d’allarme fissata dall’Istituto Superiore della Sanità. Come spiega Il Corriere della Sera, il Governo è intenzionato a varare un Decreto Legge che restituisca alle Regioni l’ampia autonomia di cui godevano prima del lockdown. Ma l’Esecutivo è stato categorico: si riapre in totale sicurezza e soltanto se saranno rispettati i criteri previsti da Roma sul livello del contagio e la situazione ospedaliera della Regione.

Ogni 15 giorni avverrà un controllo capillare, con il Governo pronto ad inserire zone rosse qualora fosse necessario. Fonti di Palazzo Chigi fanno sapere che il Presidente Giuseppe Conte potrebbe indire una conferenza stampa in vista dell’approvazione del Dpcm. Le linee guida sono note: dal 18 maggio riapriranno negozi al dettaglio e centri commerciali, ma anche bar, ristoranti, parrucchieri, estetisti, mercati non alimentari, musei, biblioteche, gallerie d’arte e i siti archeologici. Le misure diventano inevitabilmente più restrittive: il distanziamento arriva a 2 metri, resta il divieto di assembramenti e le mascherine sono obbligatorie. All’interno dei locali, il Comitato Tecnico-Scientifico ha stabilito che lo spazio necessario per ogni cliente – va ricordato che resta l’entrata contingentata – è di 2 per 2. Non tutti possono rispettare questi parametri, a causa della metratura dei negozi. Ad esempio, nella sola Milano, le associazioni di categorie hanno calcolato che soltanto il 65% dei locali commerciali potrà riaprire.

(ALBERTO PIZZOLI/ Getty Images)

Gli italiani torneranno quindi in bar e ristoranti, ma sarà totalmente diverso l’approccio. Almeno 4 metri quadrati per ogni cliente. Camerieri con mascherine e guanti, assenza di buffet, distanziamento di 2 metri tra i tavoli, anche se non è ancora prevista l’obbligatorietà per i divisori in plexiglas. Le Regioni, pur ritenendosi soddisfatte per l’anticipo delle riaperture, continuano a pressare il Governo sugli spostamenti dei cittadini. Come spiega Repubblica, sarà possibile muoversi liberamente all’interno della propria Regione, ma non ancora valicare i confini regionali. Dati epidemiologici permettendo, ciò potrebbe avvenire dal prossimo 3 giugno. I Governatori dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, del Veneto Luca Zaia e della Lombardia Attilio Fontana vorrebbero anticipare anche tale possibilità ma al momento il Governo sembra irremovibile. C’è da sciogliere un nodo che potrebbe rendere difficoltosa l’interpretazione del nuovo Dpcm, quello relativo agli spostamenti nelle seconde case. Prevista la possibilità di spostarsi nel luogo di residenza, domicilio o abitazione, ma si teme un esodo incontrollato. Il Vice Ministro alla Salute Pierpaolo Sileri nei giorni scorsi aveva parlato della possibilità di spostamenti nelle regioni confinanti, idea poi scartata durante il Cdm.

 

Fonte: Il Corriere della Sera, Repubblica

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