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Silvia Romano, l’Imam di Milano dice che nessuno può giudicare la sua scelta

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:42
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Yahia Pallavicini, l’Imam di Milano, si esprime sul caso di Silvia Romano, la cooperante italiana liberata dal gruppo terroristico di Al-Shaabab dopo 18 mesi di prigionia. 

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Interviene anche l’Imam di Milano sulla liberazione di Silvia Romano, la cooperante italiana sottratta dalle mani di Al Shabab, dopo circa due anni di prigionia passati nei covi tra Somalia e Kenya. La gioia della famiglia, che finalmente ha riabbracciato la figlia, è passata presto in secondo piano, lasciando spazio ad una dura polemica riguardo la conversione di Silvia, che ha abbracciato l’islamismo per sua spontanea volontà, stando alle sue parole. Secondo Yahia Pallavicini, bisognerebbe concentrarsi non tanto sulla conversione della ragazza, quanto sul suo ritorno: “La notizia è che è tornata e sta bene. Il resto non ci riguarda, per ora. Sono disponibile e contento di accoglierla sia come cittadina italiana e come credente, se avesse bisogno di approfondimenti e orientamenti””, ha detto l’Imam ad Adnkronos. Le ragioni dietro le polemiche che hanno infuriato sui social e coinvolto personaggi del mondo politico e non, sono principalmente due: la prima riguarda proprio la conversione della giovane. Tanti, infatti, dubitano dell’autenticità del suo gesto, e sostengono che la ragazza sia stata vittima di un ricatto psicologico o che soffra della sindrome di Stoccolma. L’altra questione riguarda il pagamento del riscatto: secondo Il Giornale, costato 4 milioni di euro – cifra confermata anche dal portavoce del gruppo terroristico.

Si sta aprendo un dibattito esagerato sulla decisione di Silvia di abbracciare l’Islam”, dice Pallavicini. Le sue parole, riportate su Fanpage, difendono senza ombra di dubbio la ragazza: “Sembra che qualcuno sia arrabbiato perché abbiamo salvato la vita a una ragazza che ha cambiato fede” dice l’imam che lamenta intorno alla ragazza un clima da Inquisizione. Sulla vicenda, in queste ore, stanno indagando gli inquirenti che dovranno chiarire nel dettaglio cosa sia successo in questi lunghi mesi di prigionia. In particolare, i punti oscuri sono tanti, a partire dai rapporti tra l’intelligence italiana e i terroristi, finendo al pagamento del riscatto. “Ha vissuto una situazione molto difficile. In questi casi chi può sapere cosa si mette in moto nell’animo di una persona?”, ha aggiunto Pallavicini, “Naturalmente, spero che la conversione sia maturata per sua scelta, mi rattristerebbe il contrario”. Difficilmente basteranno queste dichiarazioni a placare la bufera sui social dove ognuno dice la sua. L’unica certezza è che sarà Silvia, insieme con i suoi affetti, a ragionare sulla sua decisione, lontana dai media e dalle telecamere. La speranza è che trovi preso quella serenità di cui ha bisogno dopo un ritorno sopra le righe che non le ha giovato.

Fonte: Il Giornale, Fanpage, Adnkronos

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