Coronavirus, i morti tornano a salire. Denunciate 424mila persone

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L’Italia è ripartita ma la paura è che la curva del contagio possa ritornare a salire, in virtù delle maggiori libertà concesse ai cittadini. Intanto, il Ministero dell’Interno fornisce un bilancio dei controlli effettuati durante la fase uno e la Protezione Civile fa il punto sui contagi

Coronavirus bollettino del 6 maggio 2020 - Leggilo.org

I dati della Protezione Civile di oggi ci dicono che continua il trend positivo della curva dei contagi che, rispetto a ieri, segnano – 6939 e scendono a 91.528 in totale. Purtroppo abbiamo +369 deceduti nelle ultime ventiquattro ore per un totale di 29.684. da ieri +8014 guariti che salgono a 93.245. Continua a migliorare la situazione negli ospedali: da ieri – 501 ricoveri che scendono a 15.769; e -94 persone in terapia intensiva che raggiungono quota 1333. L’81% dei contagiati è in isolamento domiciliare senza sintomi o con sintomi lievi. Da ieri sono stati effettuati +64.263 nuovi tamponi per un totale di 2.310.929.
Ad oggi in Italia i casi totali sono 214.457, + 1444 rispetto a ieri.

Purtroppo, rispetto ai giorni scorsi, vediamo che i decessi sono tornati a crescere. E questo alimenta uno dei maggiori timori degli italiani: che gli sforzi della fase 1 possano venire ben presto vanificati dalle maggiori libertà di cui ora disponiamo. Infatti l’inizio della Fase 2 in Italia ha significato non solo il ritorno a lavoro per 4,5 milioni di lavoratori, ma anche il ritorno alla mobilità di quasi 3 milioni di italiani, molti dei quali sono tornati a viaggiare con i mezzi pubblici. Dalle 6 di ieri mattina, le stazioni di Milano sono tornate a riempirsi, anche se in città la situazione sembra essere stata sotto controllo specialmente a bordo dei mezzi pubblici. Come scrive Repubblica, l’afflusso è stato comunque limitato, e anche a Roma la capienza su bus e metro è stata al 50%, con obbligo di mascherina e distanza di sicurezza. In Campania, invece, è risalito il traffico in tangenziale mentre sul lungomare di Napoli, dalla mattina di ieri, diverse persone hanno ripreso a circolare con maggiore libertà. Semivuota invece Venezia, carente di turisti; mentre a Bologna il centro si è ripopolato ma senza nessuna folla. Torino si è invece risvegliata nel traffico, così come molte città calabresi, nonostante l’ordinanza della governatrice Jole Santelli che dispone l’apertura dei locali di ristoro con servizio all’aperto.

E’ questa la fotografia delle prime ore della Fase 2, che evidenzia una fotografia a rallentatore. Una ripartenza sofferta, forse a causa della paura delle persone che le tiene ancora bloccate in casa. Inoltre, si ricorda che il Dpcm in vigore da ieri permette solo una lieve riacquisizione delle proprie libertà, che restano comunque limitate, così come limitate sono le attività commerciali, molte delle quali dovranno attendere al 18 maggio e al 1 giugno per riprendere totalmente. L’Italia, come la ricordavamo prima, è insomma ancora lontana. E, per di più, uscire vuol dire affrontare controlli rigidi e rigorosi. A vigilare sugli spostamenti sono le Forze dell’ordine, i Vigili del Fuoco e i Carabinieri, coordinati dalla Protezione civile. Dopo 54 giorni è finita la fase uno dell’emergenza Coronavirus, quella del lockdown. La paura, adesso, è che la curva del contagio possa risalire in un attimo, facendoci fare non pochi passi indietro.

L’ultimo giorno di fase uno, domenica 3 maggio, sono stati infatti effettuati i controlli su 221.409 persone e su 77.925 attività commerciali. Sono state sanzionate 5.325 persone per aver infranto il divieto di spostamenti, a cui vanno aggiunte 31 denunce per false dichiarazioni e due per violazione della quarantena. Per quanto riguarda i negozi, le sanzioni ai titolari sono state 89, mentre i provvedimenti di chiusura 27. Questo, soltanto l’altro ieri quando ancora si era in stato di lockdown.

Intanto, il Viminale fornisce i dati sui controlli effettuati in questi quasi due mesi. In totale – dall’11 marzo fino al 3 maggio – sono state denunciate 424mila persone, su un totale di 12,3 milioni di controlli. Nel complesso, quindi, il tasso di denunce è del 3,4%. Il giorno in cui si sono registrate più trasgressioni è stato quello di Pasquetta, con ben 16.545 denunce, contro una media quotidiana al di sotto della metà di questo dato. 418.222 persone sono state denunciate per aver infranto il divieto di spostamento, specie nei primi giorni della fase uno, tanto che le denunce sono state più di 300mila fino al 25 marzo e le restanti da questa data fino al 3 maggio. Tra le denunce, riporta Fanpage, 5.280 per falsa attestazione e 886 per violazione del regime di quarantena. Ogni giorno sono state controllate mediamente 228.893 persone, con una media di 7.748 sanzionati quotidianamente. Sono stati effettuati controlli su 4,8 milioni di negozi, con denunce di 8.260 titolari: anche in questo caso la maggior parte delle denunce è arrivato prima del 25 marzo, con più di 5.600 casi. I provvedimenti di chiusura emanati sono stati 1.421. I titolari sanzionati sono quindi lo 0,17% del totale dei controllati, con una media giornaliera di 88.852 verifiche. Il record dei controlli quotidiani – circa 117mila – è stato registrato a metà marzo.

 

Fonte: Repubblica, Fanpage, Protezione Civile

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