Home Cronaca Fine del Lockdown, massima cautela. Bar e ristoranti doveranno attendere

Fine del Lockdown, massima cautela. Bar e ristoranti doveranno attendere

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:48
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Lavoro e mezzi pubblici: ecco le priorità iniziali. Le protezioni individuali resteranno sino alla scoperta di un vaccino. Ancora grandi limiti per gli spostamenti individuali: sarà vietato spostarsi in un’altra Regione. Il Governo sta cercando di coordinare un’azione nazionale, ma resteranno differenze tra varie zone d’Italia. 

Il 4 maggio si avvicina: il Governo al lavoro per la riapertura del Paese - Leggilo.org

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nelle informative alle Aule, ha già anticipato alcune importanti iniziative che caratterizzeranno la cosiddetta fase due, ovvero quella della convivenza con il virus. Il Premier ha annunciato che in settimana verrà illustrato nei dettagli il piano elaborato dalla task force degli esperti guidata da Vittorio Colao. Permangono alcuni grandi dubbi: in primo luogo l’espansione eterogenea del virus sul territorio nazionale provocherà, prevedibilmente, interventi diversi da parte dei vari Consigli Regionali, nonostante la volontà dell’Esecutivo di un’azione coordinata sul tutto il territorio nazionale; resta anche da sciogliere il nodo dell’app “Immuni”, che in teoria dovrebbe aiutare il tracciamento di eventuali pazienti alto rischio, venuti in contatto con positivi, che sta suscitando numerose polemiche in merito alla diffusione e al trattamento dei dati personali. La certezza resta, al momento, l’uso obbligatorio di mascherine e guanti monouso.

Il problema maggiore resta nell’ambito sanitario: non è ancora chiaro se i tempi permetteranno rilievi sierologici che possano fornire un quadro generale dell’epidemia prima del 4 maggio: sono infatti iniziati solo questa settimana, e solo per alcune zone della Lombardia (Bergamo, Brescia e Lodi). L’Istituto Superiore della Sanità intanto chiede cautela: prima dei dati del 1 maggio non sarà possibile stabilire se la curva epidemiologica giustificherà un allentamento delle misure o meno. Insomma in questo clima di incertezza l’italia proverà a ripartire: parole d’ordine prevenzione e sicurezza, con un’allerta perenne, dal momento che, qualora si dovesse registrare un aumento dei contagi, scatterebbe di nuovo un lockdown localizzato o nazionale. Ad ogni modo la fase due si delinea , per ciò concerne il lavoro, sul “Protocollo del 14 marzo”, stilato dall’Inail, firmato dalle maggiori sigle sindacali e il Governo con l’avallo di Confindustria.

Come riport  Fanpage, le aperture scaglionate, inizialmente, riguarderanno circa 2,8 milioni di lavoratori italiani, che andranno ad unirsi a coloro che non hanno mai smesso dall’inizio delle quarantena lavoratori del settore sanitario, agroalimentare, logistico e di produzione considerata essenziale. Ci sarà l’obbligo dei dispositivi di protezione e l’obbligo della distanza di sicurezza; si prevede inoltre l’istallazione di barriere di plexiglas negli uffici per separare le postazioni di lavoro, e per gli sportelli a contatto con il pubblico, mentre sarà prevista una ventilazione continua nelle aree dell’azienda. Novità che dovrebbe essere introdotta sarà la nomina di un medico ad hoc per l’emergenza, che garantirà la sicurezza dei lavoratori e l’inserimento di ex pazienti positivi.

Ai lavoratori, ad ogni modo, dovrà essere misurata la temperatura corporea all’ingresso e all’uscita dei locali di lavoro. Inoltre saranno riorganizzati gli orari secondo varie turnazioni per evitare assembramenti. Collegato a doppio filo c’è il problema dei trasporti pubblici: la task force di Colao ha stabilito che, in media, il 15% di coloro che si recheranno dal 4 maggio a lavoro lo farà con un mezzo pubblico. I dispositivi di protezione saranno obbligatori ovunque, la turnazione prevista dovrebbe ridurre soltanto ad una l’orario di punta. Come spiega Il Fatto Quotidiano, gli orari saranno rivisti anche per i negozi commerciali: orari differenziali e prolungati spalmati su 7 giorni, per evitare assembramenti. I negozi dovranno garantire la distanza di sicurezza e fornire gel disinfettante ai clienti, oltre che a dotare il proprio personale di dispositivi di protezione. Tutti i locali, prima dell’apertura andranno sanificati da ditte specializzate: per i negozi di abbigliamento ciò sarà obbligatorio anche per i camerini.

Per ciò che concerne gli spostamenti dei cittadini, si va verso il blocco dei trasferimenti da Regione a Regione, almeno per le prime 3 settimane. Ma qui peseranno le ordinanze di ciascun Governatore, influenzati, chiaramente, dall’andamento del contagio. Si lavora per l’introduzione di eventuali limitazioni che potrebbero riguardare, anche all’interno della stessa Regione, gli anziani over 70. La risposta agli imprenditori del settore balneare e turistico slitta a metà maggio. Si potrà uscire a camminare, o a fare sport, senza limiti di distanza, a patto di essere da soli: uniche eccezioni è per accompagnare i minori o per un familiare già convivente. Ancora troppo presto parlare di riaperture per i grandi centri di aggregazione come centri commerciali, cinema e teatri. Per bar e ristoranti si inizierà con le sole consegne a domicilio, per poi passare anche all’asporto, sino all’apertura definitiva. Infine, per prendere un aereo, servirà un certificazione in cui si comunicherà la destinazione e il tempo di permanenza: si lavora per facilitare tutte le operazioni dei clienti via telematica e per garantire il distanziamento all’interno degli aeroporti.

 

Fonte: Fanpage, Il Fatto Quotidiano

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