Conte sta sbagliando da 50 giorni. Dobbiamo uscire e andare al mare, dice il virologo Giulio Tarro

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Giulio Tarro, infettivologo di fama, va nuovamente controcorrente rispetto alla linea scelta dal comitato medico-scientifico per fronteggiare l’epidemia da Coronavirus. 

Conte Lockdown - Leggilo.org

 

Mentre Giuseppe Conte ha avvisato, tramite un post di questa mattina pubblicato sul suo profilo Facebook, di essere al lavoro per la riapertura, si levano voci sempre più insistenti da parte di chi spinge per una riapertura anticipata. Tra questi il virologo Giulio Tarro, 82 anni, che più volte si è detto scettico circa le misure di contenimento avviate nel nostro Paese. Intervistato da Tpi, si è detto convinto che la riapertura dovrebbe essere anticipata e che l’estate, le vacanze e il caldo potrebbero invece giocare a nostro favore. “Il sole e il mare possono aiutarci a guarire”, dice Tarro, mentre stare chiusi in casa comporta rischi ancor più grandi, a causa dei contagi intra-familiari che avvengono proprio tra le mura di casa, dove invece dovremmo sentirci al sicuro. Anche l’ipotesi di plexiglass tra gli ombrelloni sulle spiagge è un’idea malsana: “Più che camere di protezione quelle diventerebbero camere di cottura”, spiega il virologo. Il virus si diffonde infatti in spazi chiusi, dove c’è scarsa ventilazione e le temperature sono basse o umide. Il mare e la spiaggia sono l’esatto contrario di questo “microclima propizio”.

Il contenimento dovrebbe finire, e anche subito. L’attesa di un vaccino, infatti, è inutile. La soluzione sta negli anticorpi di chi non si è ammalato, malgrado il virus; e di chi ha contratto il virus, ma è guarito. “Tutti a chiedersi quando arriveranno i vaccini, ma gli anticorpi dei guariti già ci sono! Bisogna usare il plasma dei guariti”, prosegue l’esperto. Inoltre, l’infusione di 200 millilitri di plasma potrebbe rivelarsi un aiuto enorme per qualsiasi malato. “Si chiama plasmaferesi, i guariti andrebbero salassati, perché diventino donatori di anticorpi. Non trattati come appestati”, prosegue Tauro. In effetti, questo tipo di cure sono già in applicazione a Pavia, a Mantova, a Salerno.

Giulio Tarro lockdown - Leggilo

Per fermare il contagio, è necessario applicare anche misure igieniche: lavarsi le mani, indossare mascherine e guanti, disinfettare la bocca con un collutorio ma anche con ingredienti naturali come il bergamotto e i chiodi di garofano, dice Tarro. Inoltre, bisogna igienizzare gli spazi pubblici. Guardando al modello israeliano, che ha funzionato meglio altri, bisogna seguire tre vie, secondo l’esperto: tracciare il più possibili gli infetti; isolare gli anziani; far circolare il virus tra i più giovani. Una strada accennata da Boris Johnson, e non perseguita a causa di errori di comunicazione che non hanno aiutato. Quanto ai numeri del contagio, i dati devono essere letti meglio per circoscrivere le reali proporzioni dell’epidemia. “Non è possibile che in Germania siamo al 3 per cento di mortalità e in Lombardia al 18,7 per cento. È matematicamente impossibile”, spiega Tarro. Il dato dei contagiati è sempre un dato parziale: bisognerebbe parlare di numero di contagiati per tamponi effettuati. Inoltre, un dato “reale” dei contagi, farebbe calare la percentuale di mortalità italiana.

In queste ore continua senza sosta il lavoro del Governo, coadiuvato dall’équipe di esperti, al fine di coordinare la…

Pubblicato da Giuseppe Conte su Lunedì 20 aprile 2020

Fonte: Tpi, Giuseppe Conte Facebook

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