Coronavirus, 602 morti “Con la riapertura rischiamo nuovi contagi in luoghi di lavoro”

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Ci si prepara alla fase 2, che con molta probabilità prenderà il via il 3 maggio. Prima di allora però potrebbero arrivare nuove riaperture in particolare per i settori moda, automotive e metallurgia. Per le scuole sempre più probabile la riapertura a settembre. Ma le riaperture, mette in guardia Pregliasco, potrebbero causare la diffusione di nuovi focolai. 

Arrivano come ogni giorno i dati della Protezione civile. Il totale dei positivi è di 104.291, con un incremento di 675 rispetto a ieri. La maggior parte dei pazienti è in isolamento domiciliare con sintomi lievi o senza sintomi, il 70% dei pazienti. Il numero dei decessi è 602, mentre il totale dei guariti sale a 37.130, con un incremento di 1695 rispetto a ieri.

Iniziano a delinearsi con più chiarezza i dettagli della “fase 2” che dovrebbe arrivare, presumibilmente, dopo il 3 maggio, alla scadenza del nuovo decreto firmato da Giuseppe Conte per far fronte all’emergenza Coronavirus. Le principali novità a cui sta lavorando la task force guidata dal manager Vittorio Colao sarebbero due: una app per gestire le autocertificazioni e geolocalizzare i cittadini, monitorando gli spostamenti; e un calendario di allentamento delle restrizioni scaglionato in base alle fasce d’età.

 

Come informa Il Sole 24 ore, un nuovo decreto, in arrivo già dopo il 20 aprile, potrebbe individuare alcune regole per allentare il lockdown e permettere ad alcune fabbriche e negozi di poter riaprire. Sul fronte economico, si prevede un rilancio degli investimenti pubblici con lo sblocco dei cantieri per ponti e strade, oltre a nuovi aiuti per gli affitti e un pacchetto per sostenere i Comuni a rischio. Escludendo sanità e alimentari, i lavoratori più a rischio – quelli che più difficilmente possono mantenere distanze adeguate dai clienti –  sono circa 6 milioni e mezzo, tra cui insegnanti, baristi, negozianti, parrucchieri ed estetisti,  con ogni probabilità gli ultimi a ripartire. Da chiarire anche le nuove misure di sicurezza da stabilire nell’esercizio delle attività, tra cui l’obbligo di dispositivi di sicurezza. Medesimo discorso per i trasporti pubblici, di cui andranno monitorati ingressi e uscite per evitare assembramenti nelle ore di punta e mezzi strapieni di persone.

La task force appena insediata a Palazzo Chigi, starebbe insomma cercando di trovare un equilibrio tra gli appelli alla cautela del mondo scientifico, preoccupato dal rischio di una propagazione del contagio, e il pressing di imprese e commercianti che chiedono di ripartire al più presto, per evitare il collasso dell’economia. Tra i primi, c’è il virologo Fabrizio Pregliasco, docente dell’Università degli Studi di Milano. In una intervista al Messaggero, Pregliasco ha sottolineato che anche quando scatterà la fase 2, ovvero quando verranno gradualmente riaperte le attività, ci saranno certamente nuovi casi e nuovi focolai. Sarà quindi fondamentale agire in anticipo provvedendo a spegnerli e a monitorarli nel più breve tempo possibile.

“I contatti intra-familiari e quelli lavorativi sono tutte possibili fonti di contagio. Quindi, bisognerà tenere sempre alta la guardia“, ha precisato il virologo. L’apertura odierna di librerie, cartolerie e negozi per l’infanzia è a questo proposito un buon banco di prova che potrebbe servire da esempio per la tanto attesa “fase 2”. “Del resto, primo o poi dovremo far ripartire il paese. I costi sociali ed economici sono già molto alti”, sostiene il medico. Tuttavia, nonostante la crescita dei nuovi contagi rallenti, siamo ancora lontani dal punto in cui si può mollare la presa. Le misure restrittive, prosegue Pregliasco, non hanno come obiettivo quello di eliminare definitivamente il virus, ma di mitigarne la diffusione, in modo da dare agli ospedali la possibilità di garantire a tutti i malati le migliori cure.

Fonte: Il Messaggero, Il Sole 24 ore

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