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Coronavirus, vaccino entro l’anno dice il farmacologo Silvio Garattini

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:33
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Il professor Silvio Garattini sostiene che il vaccino contro il Coronavirus potrebbe essere pronto già verso la fine di quest’anno. Tuttavia non potrà essere fatto a tutti.

Silvio Garattini Coronavirus - Leggilo.org

 

In Italia si stanno sperimentando, con un certo successo, diversi farmaci per curare il Coronavirus, come l’antiartritico Tocilizumab, l’Avigan e, da poco, anche l’antivirale Remdesivir. Tutti, per il momento, sembrano dare buoni risultati. Tuttavia in tanti ci stiamo chiedendo quando uscirà il vaccino in modo da disporre di una maggior sicurezza e, soprattutto, per agire in anticipo facendo prevenzione. Una risposta certa nessuno al momento può fornirla. Ma sembra molto fiducioso e ottimista il professor Silvio Garattini, fondatore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano. Secondo il professore – intervistato dal Quotidiano – già verso la fine del 2020 il vaccino anti Covid 19 potrebbe essere pronto.  Una speranza già ribadita al Fatto Quotidiano: “E’ pensabile che “entro la fine dell’anno sia approvato un vaccino

Il professore spiega che in Italia la ricerca per produrre nuovi farmaci viene, spesso, ostacolata non solo da questioni burocratiche ma anche da ragioni ideologiche ed etiche. La sperimentazione sugli animali, in particolare, richiede molteplici autorizzazioni e questo, inevitabilmente, allunga i tempi. “Solo per sfiorare un topo devo passare dal Comitato etico animale, dall’Istituto superiore di Sanità e dal Ministero e, infine, devo pure pagare una tassa”. Ma nonostante ciò Garattini ci dà ottime speranze sui tempi del vaccino. Infatti, essendoci grandi interessi economici in gioco, c’è molta concorrenza tra le case farmaceutiche e, questo, certamente gioca a nostro favore poiché tutte cercheranno di arrivare prima delle altre. Tuttavia – puntualizza Garattini – almeno all’inizio il vaccino non potrà essere fatto a tutti perché le quantità saranno molto limitate. Sarà necessario, dunque, dare la priorità alle categorie più a rischio come gli anziani e gli operatori sanitari: ”
Non avremo quantità infinite, almeno all’inizio. Occorrerà individuare i gruppi che hanno più bisogno, come anziani e operatori sanitari”.

Ma sorge un problema. Alcuni scienziati, come la virologa dell’ospedale Sacco, Maria Rita Gismondo, hanno avanzato l’ipotesi che il virus può mutare. Come regolarsi allora con il vaccino? Se il Coronavirus muta, infatti, il vaccino potrebbe rivelarsi inutile. E poi chi ci garantisce che non ritorni anche nei prossimi anni? Il professore ammette che non è ancora possibile dare una risposta certa ma che, come per la poliomielite, potrebbero venir sviluppati diversi tipi di vaccino. Infine – conclude Garattini – il vaccino contro il Coronavirus potrebbe rappresentare, finalmente, l’occasione per arrivare ad una strategia comune per una sanità europea. Come dire: anche dalle più terribili tragedie può nascere qualcosa di utile e positivo.

E, oltre al vaccino, secondo lo scienziato, è importante anche lo stile di vita. Infatti – riportava la Gazzetta – nelle scorse settimane il professor Garattini si espresse contro il divieto di camminate e corse all’aperto. “Evitiamo gli assembramenti. Ma camminare e correre rinforza il sistema immunitario“.

Fonte: Quotidiano, Fatto Quotidiano, Gazzetta

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