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Coronavirus, ora Donald Trump promette di aiutare l’Italia, anche economicamente

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:51
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Nel corso dell’importantissima conferenza stampa alla Casa Bianca sull’ermergenza Coronavirus negli States, il Presidente ha parlato degli aiuti offerti al nostro Paese, che non si tradurranno soltanto con il sostegno medico ai nostri ospedali.

Coronavirus, l'annuncio di Trump: "Aiuti economici all'Italia" - Leggilo.org

Donald Trump, Presidente degli Stati Uniti, nel corso della conferenza stampa alla Casa Bianca di ieri pomeriggio, convocata per fare il punto della situazione negli USA dopo l’annuncio di due settimana fa dell’inizio delle misure di contenimento, ha parlato anche del nostro Paese. Come scrive Il Giornale, Trump, sollecitato da una domanda di uno dei giornalisti presenti in sala, ha annunciato misure non solo di sostegno in campo medico, ma anche di sostegno economico: “Ieri sera abbiamo avuto una riunione in cui si è parlato dell’Italia. Intendiamo aiutarla, anche sul piano finanziario”. Al momento l’importo dell’aiuto finanziario, e delle modalità in cui verrà poi eventualmente erogato, sappiamo poco. E molto, chiaramente, dipenderà da come reagirà il nostro Paese dinanzi allo spettro della crisi economica.

Gli USA, da un punto di vista economico, guardano con molta attenzione all’alleato storico, anche in virtù di due considerazioni: le tensioni crescenti tra l’Italia e gli altri Paesi UE, poco solidali a concedere flessibilità al nostro Paese; e il contrasto alle lunghe leve della Russia e della Cina, tra i primi a far sbarcare in Italia aiuti per l’emergenza. Molto probabilmente gli aiuti economici si manifesteranno a fine crisi, quando ci sarà bisogno di liquidità per far ripartire l’economia italiana. Ma gli Stati Uniti, nel frattempo, cercano di sostenere il nostro Paese anche durante l’emergenza. Il Pentagono ha inviato a Roma un ERPSS, ovvero un sistema mobile di stabilizzazione dei pazienti. Si tratta di un’unità mobile da 10 posti per assistere sino a 40 pazienti in 24 ore.

Durante la stessa conferenza stampa Trump ha annunciato che le misure di contenimento negli Usa saranno prorogate sino al 30 di aprile. Come racconta La Stampa, sono il primo Paese al mondo per numero di contagi, oltre 140mila, concentrati sulla costa est del Paese. Ciò nonostante, dopo un serrato braccio di ferro con il Governatore dello Stato di New York Andrew Cuomo, e il Sindaco della città di New York Bill De Blasio, Trump ha annunciato che non verrà introdotta la quarantena totale per gli Stati di New York, New Jersey e Connecticut. Il Governatore Cuomo ha dichiarato che un tale imposizione sarebbe: “Una dichiarazione di guerra da parte dell’esecutivo federale”. 

I due maggiori consiglieri scientifici della Casa Bianca, Anthony Fauci e Deborah Birx, hanno varato uno studio sulla probabile diffusione dei contagi negli USA, arrivando a teorizzare 200mila vittime del virus, qualora non venissero applicate le misure di restrizione nel Paese. Sono numeri drammatici, che hanno fatto indietreggiare Trump sull’idea di una riapertura graduale, all’inizio prevista per il periodo di Pasqua, in alcune parti del Paese, specie sulla costa ovest. Secondo lo stesso studio, infatti, tutte le città dovranno prepararsi prima o poi all’arrivo dell’epidemia. Come spiega Fauci: “C’era il pericolo che la curva dei contagi tornasse ad alzarsi, dopo essersi abbassata. E’ un rischio che non vogliamo correre. Faremo le cose bene, mettendo la salute al primo posto”. Trump ha ad ogni modo avvertito i cittadini statunitensi: “Se riusciremo a contenere le vittime sotto la soglia di centomila avremo fatto un buon lavoro”.

 

Fonte: Il Giornale, La Stampa

Il Giornale, La Stampa