L’Oms: “La pandemia si dichiara quando si è al sesto livello. Noi siamo già al quinto”

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L’epidemiologo Walter Ricciardi interviene per ricordare agli italiani quanto è problematica la situazione Coronavirus oggi. Il 60% della popolazione è a rischio contagio. E’ assolutamente necessario rispettare le misure precauzionali emanate dal Governo.

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Il Coronavirus non è la peste, ma una malattia da non sottovalutare. Potrebbe trasformarsi in una pandemia“. E’ questo l’ultimo appello lanciato da Walter Ricciardi, consigliere dell’Organizzazione mondiale della sanità, a “I Lunatici”, su Rai Radio2. Secondo le ultime stime, in Italia il 60% delle persone supera la malattia senza avere problemi gravi, ma il 40% richiede un’assistenza sanitaria, talvolta in terapia intensiva o sub-intensiva. Tuttavia, senza dubbio, l’obiettivo comune non è curare, ma prevenire. E per farlo, bisogna adattarsi alle ultime misure di contenimento fornite dal Governo. “Bisogna stare a casa. Si muova solo chi ha dei motivi per farlo. Chi deve garantire servizi essenziali è autorizzato a muoversi, ma gli altri devono limitarsi. E’ l’unica cosa che può servire“, spiega Ricciardi.

Il passaggio da epidemia a pandemia preoccupa, ma l’infettivologo resta lontano da inutili allarmismi. Per pandemia, si intende un’infezione non più localizzata, ma presente contemporaneamente in tutto il mondo, e si dichiara quando vengono superati sei livelli. L’Italia è al quinto. “Non ci dobbiamo spaventare. Non è l’apocalisse, ma il segnale che dobbiamo passare ad un’altra fase. Significa che non la possiamo più contenere, ma che dobbiamo mitigarla, per ritardarne gli effetti“, ha affermato.

Un’inversione di tendenza potrebbe arrivare con l’arrivo del caldo. “Durante l’inverno la gente sta in luoghi chiusi, mentre in estate tende a stare all’aperto e a distanziarsi. Il caldo è nemico dei virus respiratori, che albergano soprattutto nel naso e sono amici delle temperature più fredde”, ha spiegato. Tuttavia, è una situazione blanda. L’unica cosa che può bloccare il diffondersi del virus, lo ribadisce, è cambiare i nostri comportamenti quotidiani.  Il Coronavirus si riproduce velocissimamente e per essere contrastato necessita di una linea di comando che sia unica e di decisioni presi in tempi rapidissimi. “Secondi, minuti, non certamente settimane. La responsabilità delle decisioni operative per la sanità è delle Regioni. Nel caso di epidemia significa aprire le porte al virus”, ha affermato. Ricapitolando, non c’è tempo da perdere. Non c’è tempo per mettere d’accordo 21 realtà diverse, cercare di accontentare o comunque di non scontentare tutta una serie di interessi legittimi.

Ricciardi si è detto anche positivo sulla ricerca sul vaccino, che sarebbe quasi pronto, e sui farmaci usati per l’artrite reumatoide che sarebbero efficaci contro il Coronavirus. In attesa di una soluzione, tuttavia, bisogna trovare un giusto equilibrio tra le esigenze del contenimento e del distanziamento sociale e la nostra produzione di beni essenziali. “Dobbiamo elaborare un modello italiano. In Cina c’era un Paese che funzionava e continuava a produrre. Noi non possiamo bloccare la produzione di beni essenziali, di farmaci oncologici, di servizi essenziali”, ha spiegato. Unico punto fermo, è basarsi soltanto sull’evidenza scientifica che dimostra come il distanziamento sociale è importante, se non fondamentale, per evitare i contagi.

“Restate a casa, o vi infetterete tutti”

Già qualche giorno fa, l’epidemiologoe consigliere del Ministro della Salute Roberto Speranza – aveva invitato gli italiani ad avere atteggiamenti più responsabili e a restare a casa il più possibile. “Molti pensano che la possibilità di infettarsi sia un’eventualità remota. Ma non è così. La popolazione è sprovvista di anticorpi per fronteggiare il Covid 19, che potrebbe colpire fino al 60% della popolazione. Il ché significherebbe contare oltre 1 milione di morti e mandare a tappeto i nostri ospedali”, aveva detto, come riportato da La Stampa.

Il rischio, già prospettato da medici ed esperti fin dai primi casi di contagio, è un collasso totale della nostra sanità. “Gli ospedali rischiano di non essere più in grado di curare né i pazienti infettati dal Coronavirus né gli altri. Perché, comunque, oltre al Covid 19 continuano ad esserci altre situazioni che necessitano di terapie altrettanto importanti come chemioterapia o dialisi”, aveva affermato. Quasi una premonizione di ciò che, di fatto, si è verificato negli ultimi giorni. Per indurre le persone ad essere più responsabili e a tutela di tutti, il Viminale – riferisce Il Fatto Quotidiano – ha inviato ai prefetti una direttiva, secondo cui chiunque non rispetterà le limitazioni di spostamento emanate dal Governo sarà soggetto ad una multa di 206 euro o a tre mesi di reclusione.

Gli effetti, si vedranno tra poco. Quando il numero di persone contagiate raggiungerà il famoso picco, allora – se gli italiani avranno rispettato le disposizioni del Governo – la curva dovrebbe finalmente iniziare a decrescere. Nel caso in cui, tuttavia, le previsioni non fossero esatte e il numero dei contagi non iniziasse a scendere, il Governo dovrà prendere nuove misure ancora più restrittive per tutelare la salute e non far crollare il sistema sanitario nazionale.

Fonte: Radio2, La Stampa, Il Fatto Quotidiano

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