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Coronavirus, paura per l’Africa: “In tutto il Continente hanno solo 7 laboratori per le analisi”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:17
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Il continente africano è ad alto rischio di importare il coronavirus a causa degli intensi rapporti commerciali con la Cina. Il Ministro della Sanità Roberto Speranza dichiara che se l’Africa verrà colpita, l’Europa dovrà farsene carico.

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L’Africa è uno dei più stretti partner commerciali della Cina. per questa ragione il rischio d’importare il coronavirus è davvero alto. Come spiega AGI i paesi più a rischio sono Algeria, Angola, Etiopia, Ghana, Nigeria, Tanzania e Zambia. Ma nell’intero continente ci sono solo 7 laboratori in grado di eseguire i test per verificare se c’è stato contagio. L’Onu ha palesato le sue forti preoccupazioni in merito. Infatti il coronavirus potrebbe mettere l’Africa in ginocchio. Non solo e non tanto per la gravità del virus quanto per il numero troppo esiguo di centri in grado di occuparsi dei pazienti. La maggior parte degli ospedali presenti nel continente africano, infatti, non sarebbe in grado di assistere malati bisognosi di terapie intensive.

E lo stretto legame tra coronavirus, Africa ed Europa è stato al centro dell’intervento del Ministro della Sanità Roberto Speranza nel corso del consiglio dei ministri della Sanità a Bruxelles. Il Ministro Speranza – come riporta Huffington Post – ha sottolineato che se il coronavirus si diffondesse in Africa questo avrebbe pesanti conseguenze per l”Europa. Infatti, proprio a causa dell’inadeguato sistema sanitario africano, l’Europa dovrebbe assicurare il suo sostegno. Nonostante le critiche di alcuni paesi membri, la misura dell’Italia di bloccare i voli  diretti da e per la Cina, ha passato il vaglio europeo. E altri paesi UE, come Grecia e Repubblica Ceca, hanno deciso di seguire la via precauzionale imboccata dall’Italia bloccando anch’essi i voli di collegamento diretto con la Cina. Ma le misure precauzionali ora si stanno estendendo anche al di là dei voli. Infatti i paesi membri, Italia in primis, stanno discutendo di dotarsi di sistemi di controllo nei punti d’ingresso in Europa per verificare eventuali contagi. La direzione assunta dal Ministro Roberto Speranza, dunque, sembra piuttosto diversa da quella del Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina la quale, solo qualche giorno fa, ha sostenuto non esservi alcun pericolo. Il ministro rifiutò la richiesta di alcuni governatori del Nord di tenere separati dal resto dei compagni per 14 giorni i bambini, cinesi o non, che rientravano da viaggi in  Cina.

Al Consiglio dei Ministri a Bruxelles, oltre al Ministro Speranza, è intervenuto anche il Commissario all’Economia Paolo Gentiloni il quale ha fatto leva, invece, sulle conseguenze economiche che il coronavirus avrà per il nostro paese. “Non sappiamo quanto durerà. ma oltre che un problema sanitario sarà anche una delle maggiori cause di ribasso con cui dovremo fare i conti“.

Fonte: AGI, Huffington Post

 

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