Home Politica Maria Elena Boschi e Matteo Renzi: “Siamo disposti ad andarcene dal Governo”

Maria Elena Boschi e Matteo Renzi: “Siamo disposti ad andarcene dal Governo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:10
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Tensione alle stelle nella Maggioranza, dopo l’accordo di giovedì sera tra Pd-M5S sull’approvazione della Riforma Bonafede. Boschi minaccia l’Esecutivo e Renzi pensa al piano d’uscita post-referendum.
Italia VIva all'attacco: "Non voteremo Riforma Bonafede". Renzi: "Se le cose stanno così, meglio voto" - Leggilo.org
La situazione è esplosiva e il Premier Giuseppe Conte cerca di mediare tra gli alleati che formano la sua Maggioranza, ma l’accordo raggiunto nella notte di giovedì tra il Partito Democratico, Liberi e Uguali e Movimento 5 Stelle, ha mandato su tutte le furie Italia Viva. Messo all’angolo, Matteo Renzi, tenta il colpo di coda con l’unica arma possibile: la minaccia del voto. Nessuno degli alleati vuole andare alle urne. Nella stessa riunione di Maggioranza di giovedì, c’è stato un pesantissimo sconto tra la Presidente dei Deputati Iv Maria Elena Boschi e il Ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini. Stamane la fedelissima di Renzi, dalle colonne de La Stampa, ha lanciato l’ultimo appello al Premier Conte: fermatevi, perchè noi non lo faremo. I numeri per lo sgambetto ci sono, al Senato, mentre alla Camera la Riforma della prescrizione voluta dal Guardasigilli Alfonso Bonafede sembra poter reggere. Spiega Boschi: “Non su tutto si può scendere a compromessi. Siamo per l’appoggio pieno al Governo, ma se qualcuno ci considera di troppo possiamo lasciare appena Conte ce lo chiede”. Già perchè nelle ultime ore si era parlato dell’uscita dei renziani dall’Esecutivo, con un appoggio esterno, notizia però smentita a stretto giro dai parlamentari di Iv. Renzi e i suoi sono stati tagliati fuori e, probabilmente, non si aspettavano un Pd così arrendevole sul tema. La Deputata Iv continua: “Siamo contro perchè prima di tutto è incostituzionale. Lascia immutata la distinzione tra assolti e condannati per i quali si interromperebbe la prescrizione. Solo in caso di assoluzione in secondo grado potrebbero recuperare gli anni trascorsi”. La controproposta dei renziani è pronta da tempo e prevede la presentazione del cosiddetto “Lodo Annibali”, dalla Deputata Lucia Annibali di Iv, che prevede una sospensione della Riforma di un anno, con l’obiettivo di lavorare ad un più ampio progetto di rinnovamento del processo penale. Se non dovesse passare tale Lodo ecco la prova più difficile: Ddl del Deputato forzista Enrico Costa che di fatto abroga la nuova prescrizione voluta da Bonafede. Cosa farà Iv lo spiega la stessa Boschi: “Spero che il Pd smetta di andare dietro al M5S, specie sulla giustizia. Noi voteremo il lodo Annibali per sospendere la riforma Bonafede-Salvini tra pochi giorni. Voteremo il Ddl Costa? Se le cose stanno così, sì. Anzi riproporremo la legge Orlando sulla prescrizione in Senato dove i numeri sono diversi”. Ma per il Presidente dei Deputati renziani non sarà la fine del mondo: “Il Governo reggerà: ci sono cose più importanti da fare, come risollevare il Pil”.
Renzi intanto prepara il piano B: se il Governo continua sulla sua strada, o meglio come accusano da Italia Viva, se il Partito Democratico dovesse continuare la sua rincorsa sul terreno del populismo al Movimento 5 Stelle, tanto vale andare al voto. Come scrive Il Giornale, Renzi si sarebbe lasciato andare ad uno sfogo pesantissimo con i suoi: “Se le cose stanno così, tanto vale accordarmi con Salvini per il voto dopo il referendum”. La notizia ha scosso pesantemente il Nazareno, anche se sono molti a credere tra le file dei Dem che si tratti di un inganno. Sarà. Ma di certo è l’unica arma attualmente nelle mani dell’ex Premier. E così il Pd si muove con cautela, ben sapendo che se dovesse approvare la nuova Legge Elettorale basata sul proporzionale, potrebbe togliere anche questa minaccia dalle mani di Italia Viva. Insomma, nella Maggioranza si ragiona sul dopo. Renzi si sente tremendamente da solo in Parlamento: contava sull’appoggio dei garantisti nel Democratici, ma anche loro hanno finito per allinearsi alle indicazioni del Segretario Nicola Zingaretti. Anche l’aiuto sperato di Forza Italia è venuto meno: gli azzurri starebbero organizzando un gruppo di Senatori per salvare Conte, se Renzi dovesse mantenere la parola a Palazzo Madama. L’ultima mossa del Premier, di consigliare a Renata Polverini, auto-sospesa dal partito di Silvio Berlusconi, di unirsi al gruppo dell’ex Ministro Lorenzo Fioramonti, invece di raggiungere Italia Viva, la dice lunga sulla fiducia che Conte ripone nei renziani. La Maggioranza, dunque, rischia di implodere. Ma il voto, per gli alleati di Governo, rischia di essere un clamoroso regalo al Centrodestra.
Fonte: La Stampa, Il Giornale
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