Home Politica Il premier Conte il giorno dopo: “Il vero perdente è Matteo Salvini”

Il premier Conte il giorno dopo: “Il vero perdente è Matteo Salvini”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:11
CONDIVIDI

Dopo la vittoria del Centrosinistra in Emilia Romagna, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte inveisce contro il leader della Lega Matteo Salvini.

Il premier Conte il giorno dopo il voto - Leggilo.org

 

Con le elezioni regionali in Emilia Romagna, ambo gli schieramenti, hanno messo in campo molto. La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni aveva anticipato che in caso di vittoria della candidata di Centrodestra Lucia Borgonzoni, il suo partito congiuntamente a Lega e Forza Italia, avrebbe chiesto elezioni anticipate. E ironicamente, riprendendo tutte le polemiche intorno alla citofonata fatta dal capo del Carroccio Matteo Salvini, aveva dichiarato: “Lunedì citofoneremo a Conte per chiedergli se ha preparato gli scatoloni”. Parole che evidentemente hanno irritato parecchio l’inquilino di Palazzo Chigi. Infatti, all’indomani della vittoria del Dem Stefano Bonaccini in Emilia Romagna, il premier Giuseppe Conte – riferisce Il Fatto Quotidiano ha commentato: “Salvini pensava di mettere in dubbio il Governo. Ma non ha capito che con queste elezioni era lui ad essere messo sotto esame dagli italiani. E ne è uscito sconfitto”. Tuttavia,  sebbene la coalizione di Centrodestra non abbia vinto la regione, la Lega, rispetto alle precedenti elezioni del 2014 è passata dal 19% al 32% dei consensi mentre il Partito Democratico, pur uscendone vittorioso, è sceso dal 44,5% del 2014 al 34,5%. Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte rassicura sul futuro dell’esecutivo giallorosso che, a suo dire, andrà avanti fino alla fine della legislatura e, con buone probabilità, vincerà anche nelle elezioni del 2023.

Ma le critiche all’ex alleato Matteo Salvini non si fermano qua. Infatti il premier si aggiunge alla lunga lista di coloro che condannano la citofonata che il capo della Lega ha fatto martedì 21 gennaio nella periferia di Bologna. “Un gesto indegno. A prescindere che uno sia o non sia uno spacciatore non si va a citofonare a casa. Un gesto da “untore” che riporta a pratiche oscurantiste del passato”. Parere analogo a quello espresso dall’ex Dem Massimo D’Alema il quale – riporta Dire – ha accostato la figura di Matteo Salvini al fascismo a causa di questa ormai famosa citofonata fatta nel quartiere Pilastro di Bologna ad una famiglia tunisina di presunti spacciatori.

Il segretario del Carroccio non ha commentato le dichiarazioni di D’Alema ma ha replicato al premier Giuseppe Conte: “Vorrei ricordare a Conte che è suo compito non governare contro di me ma governare per il bene degli italiani”.

Fonte: Dire, Il Fatto Quotidiano.

La completezza dell'Informazione è nell'interesse di tutti. Per questo ti chiediamo di suggerire integrazioni o modifiche e di segnalare eventuali inesattezze o errori in questo o in altri articoli di Leggilo.Org scrivendoci al seguente indirizzo: [email protected]

Se hai idee diverse dalle nostre puoi contribuire ai contenuti di questa pagina scrivendo per 'ControLeggilo' una rubrica dedicata alle tue opinioni. I contributi migliori saranno pubblicati. Scrivici al seguente indirizzo: [email protected]