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La Tunisia pretende le scuse di Salvini per la citofonata di Bologna

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:42
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Il deputato tunisino Sami Ben Abdelaali esige che il leader della Lega Matteo Salvini chieda scusa per la sua citofonata a Bologna ad una famiglia di presunti spacciatori tunisini.

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La citofonata del leader della Lega Matteo Salvini nel quartiere Pilastro di Bologna è ormai diventata un caso internazionale. Il capo del Carroccio – come ha riportato Il Fatto Quotidiano – su indicazione di una donna bolognese, martedì 21 gennaio si è recato nella periferia di Bologna con a seguito forze dell’ordine e giornalisti. In diretta Facebook ha citofonato ad una famiglia di presunti spacciatori chiedendo: “In casa vostra si spaccia?”. Salvini ha specificato che ha compiuto questo gesto per rendere giustizia ad una donna che, per colpa della droga, ha perso un figlio. E ha sottolineato che gli era stata indicata proprio quella famiglia tunisina come centro nevralgico da cui partirebbe lo spaccio nel quartiere Pilastro. “Mi hanno detto che qui c’è uno spacciatore. Gli spacciatori devono stare in galera, non a casa con la mamma”. Queste le parole dell’ex titolare del Viminale. Il gesto “forte” dell’ex Ministro dell’Interno ha suscitato lo sdegno e le ire di Sami Ben Abdelaali, deputato del Parlamento tunisino  il quale – riporta la Repubblica – ora esige che il segretario del Carroccio porga le sue scuse alla famiglia a cui ha citofonato: “I nostri immigrati sono tutti persone per bene. Quella è una famiglia onesta e se hanno qualche parente che spaccia non è colpa loro. Salvini questi sono giochetti vecchi e fuori moda per attirare consensi”. Il deputato tunisino ha asserito che al Parlamento di Tunisi sono tutti sconvolti per questo blitz di Matteo Salvini, reso ancor più grave dal fatto che solo fino a pochi mesi fa era il titolare del Viminale. Per rincarare la dose ha accusato il leader della Lega di voler creare tensioni tra Italia e Tunisia. “Vergogna, chieda scusa a quella famiglia” è stato il commento di Sami Ben Abdelaali che, riferisce Open, parla a nome dell’Assemblea di Tunisi: “Siamo sbalorditi, la Tunisia non merita un trattamento del genere. In Tunisia quest’azione vergognosa di Salvini ha scatenato una grande protesta unita a manifestazioni di solidarietà nei confronti della famiglia tunisina e del minore citati per nome dall’ex (per fortuna) ministro dell’Interno. I rapporti internazionali fra Italia e Tunisia per fortuna vanno ben al di sopra degli incitamenti discriminatori del leader leghista“.

Il deputato tunisino non è stato il solo ad inveire contro Matteo Salvini per la sua citofonata. Anche il sindaco di Bologna Virginio Merola ha accusato il leghista di speculare sul dramma dello spaccio per avere più voti in Emilia Romagna. Non si sono tirate indietro dagli attacchi neanche le Sardine con in testa Mattia Santori e lo scrittore Fabio Volo il quale ha insultato pesantemente il leader della Lega durante la sua trasmissione su Radio Deejay.

Fonte: Il Fatto Quotidiano, Repubblica, Open