Home Cronaca Mattia Santori:”Salvini pensi ai disonesti di casa sua”

Mattia Santori:”Salvini pensi ai disonesti di casa sua”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:37
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Forti tensioni in Emilia Romagna con l’avvicinarsi delle elezioni regionali di domenica 26 gennaio. Il leader della Lega Matteo Salvini, ha citofonato alla famiglia di un presunto pusher a Bologna. Mentre a Ferrara il vicecapogruppo della Lega è accusato di aver offerto un lavoro in cambio di silenzio.

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La campagna elettorale per le elezioni regionali in Emilia Romagna si è rivelata una delle più agguerrite degli ultimi anni. A sferrare colpi sono state anche le Sardine, il movimento di piazza fondato a novembre 2019 dal 32enne Mattia Santori. Le Sardine hanno fatto la loro prima apparizione in Piazza Maggiore a Bologna nella serata inaugurale della campagna elettorale della candidata di Centrodestra Lucia Borgonzoni. E da lì non si sono più fermate. Sono un movimento apolitico- come ha ribadito più volte Mattia Santori. Ma i loro attacchi si sono rivolti quasi sempre alla Lega e a Matteo Salvini. L’ultimo motivo di accanimento verso il Carroccio è stata la citofonata, ormai divenuta famosa in pochi giorni, che Salvini ha fatto alla famiglia di un presunto pusher tunisino  a Bologna. Come ha riportato Il Messaggero, il capo del Carroccio avrebbe compiuto questo gesto “provocatorio”, citofonando ad una famiglia di presunti spacciatori nel quartiere Pilastro, nella periferia bolognese accompagnato dalle forze dell’ordine e dai giornalisti. Mattia Santori – durante la trasmissione DiMartedì in onda su La7 – ha commentato: “Invece di disturbare le persone, perché non è andato a citofonare alla giunta di Ferrara dove il vicecapogruppo della Lega promette posti di lavoro in cambio di silenzio?” La questione è cui Santori si riferisce è la seguente. Qualche giorno fa – come ha riportato Il Fatto Quotidiano – la trasmissione Piazza Pulita ha mandato in onda un audio registrazione in cui Stefano Solaroli, vicecapogruppo della Lega nel Consiglio comunale di Ferrara, prometteva alla collega di partito Anna Ferraresi  un posto di lavoro ben retribuito in Comune a patto che lei  lasciasse il Consiglio comunale e la finisse con le sue denunce.  Nella registrazione si fa menzione anche di Alan Fabbri, sindaco di Ferrara in quota Lega e del suo  vicesindaco Nicola Lodi. La vicenda ha suscitato una forte indignazione tra i cittadini che, pochi giorni dopo il servizio di Piazza Pulita,  hanno manifestato sotto al Palazzo del Consiglio comunale chiedendo le dimissioni di tutta la giunta.

E sulla questione della citofonata di Salvini a Bologna ha premuto l’acceleratore anche un altro esponente delle Sardine, Lorenzo Donnoli. Il ragazzo, durante la trasmissione L’aria che tira condotta dalla giornalista Myrta Merlino su La7 ha discusso con Nicola Molteni, ex sottosegretario di Matteo Salvini durante il primo Governo Conte. Molteni, primo firmatario della Legge sulla legittima difesa e co-firmatario dei Decreti sicurezza che le Sardine vedono con ostilità, ha chiarito che la lotta allo spaccio e alla criminalità organizzata è proprio uno dei focus su cui vertono i Decreti sicurezza. Inoltre ha ricordato che Matteo Salvini ha destinato ampi fondi agli enti locali per fare opportuna informazione nelle scuole al fine di contrastare l’uso di droghe tra i giovani. E ha commentato che se la provocazione della citofonata serve a tenere alta l’attenzione su un problema serio come quello della droga, allora ben venga.“La droga è un problema di tutti. La lotta allo spaccio non è né di destra né di sinistra”. Ma Donnoli non si è arreso. Ed è tornato ad attaccare Matteo Salvini in un altro salotto televisivo, quello di Tagadà dove ha dichiarato che l’Emilia Romagna, in mano alla Lega, farebbe una bruttissima fine al pari di Lombardia e Veneto dove, a suo dire, sarebbero tutti indagati. Poi ha concluso: “Ma intanto non c’è pericolo perché in Emilia Salvini perderà e perderà pure di molto”. Tuttavia i sondaggi più recenti riportati da AGI sembrano smentirlo. Infatti i due candidati di Centrosinistra e di Centrodestra, Stefano Bonaccini e Lucia Borgonzoni, distano ormai di  pochissimo, meno di due punti.

Fonte: Il Fatto Quotidiano, Il Messaggero, AGI, La7

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