Botta e risposta social tra la giovane attivista svedese e la compagnia ferroviaria di bandiera tedesca. Intanto il vertice Cop25 a Madrid si conclude con un nulla di fatto.
Ancora polemiche per un tweet di Greta Thunberg. E ancora una volta nel mirino è finito il mezzo di trasporto utilizzato dalla giovane attivista svedese. Ma se la scorsa settimana ad alzare un polverone fu l’utilizzo da parte di Thunberg di un treno, che dal Portogallo la portò a Madrid, altamente inquinante, questa volta la 16enne ha fatto infuriare addirittura la Deutsche Bahn. In un tweet, infatti, Thunberg ha scritto, mentre veniva immortalata seduta per terra nei corridoi tra gli scompartimenti, questa frase: “Viaggiare su treni sovraffollati attraverso la Germania. E finalmente sto tornando a casa!”. La giovane infatti, che stava tornando in Svezia, dopo aver partecipato alla manifestazione di Friday for Future a Torino, stava viaggiando a bordo di un treno del gruppo ferroviario tedesco, da Francoforte ad Amburgo. Il post, che sembra quasi una critica alle condizioni di viaggio imposte dalle ferrovie tedesche, è stato respinto in maniera seccata dalla Db, che ha rivelato come in realtà la giovane avesse un posto riservato in prima classe. Come racconta HuffingtonPost, Thunberg ha dovuto immediatamente fare un passo indietro e spiegare meglio la posizione. Infatti ha successivamente spiegato: ” Il nostro treno da Basilea era fuori servizio. Quindi ci siamo seduti sul pavimento di due diversi treni. Dopo Göttingen ho trovato un posto. Questo non rappresenta un problema ovviamente, non ho mai detto che lo fosse. I treni sovraffollati sono un ottimo segno, perché significa che c’è tanta richiesta per viaggiare in treno”. Com’è noto, la giovane svedese viaggia in treno per evitare di prendere gli aerei, considerati troppo inquinanti.
Greta Thunberg si trovava nel sud dell’Europa per diversi appuntamenti. Il più importante dei quali è stato certamente a Madrid, dove si è tenuta la Cop25, ovvero la riunione dell’agenzia Onu sul clima e l’ambiente. La giovane aveva esortato i leader dei Paesi più sviluppati del mondo a raggiungere un accordo per l’applicazione del trattato di Parigi. Come spiega Il Corriere della Sera, tale intesa non è stata trovata, dopo ben due settimane di incontri. Gli Stati Uniti insieme a Russia, Australia e Arabia Saudita, che lavorano per la fuoriuscita dagli accordi di Parigi sul clima, sono i Paesi che maggiormente si sono opposti al taglio drastico delle emissioni. Il Brasile, invece, ha bloccato l’accordo sul mercato del carbonio, rendendo praticamente impossibile l’avanzata del dialogo tra i vari membri partecipanti. Dal canto suo l’Unione Europea, che nei giorni scorsi ha annunciato l’inizio dell’European Green Deal, ha raggiunto a fatica un accordo per arrivare all’azzeramento delle emissione entro il 2050. Intesa però, che deve in ogni caso passare dal Parlamento, e lottare contro la reticenza dei Paesi dell’est, nella cui economia il carbone conta ancora molto. Cina e India, che insieme rappresentano il 55% delle emissioni inquinanti, non hanno ancora presentato un piano di riconversione ambientale. Il prossimo appuntamento, che potrebbe essere decisivo, si terrà a Milano con il Pre-Cop 2020 ad ottobre. E cadrà qualche settimana prima delle elezioni Presidenziali americane. La posizione di Trump potrebbe essere influenzata dai sondaggi, qualora dovessero vederlo in svantaggio.
Fonte: HuffingtonPost, Corriere della Sera
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